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giovedì 30 agosto 2007

Valent: in Italia niente uguaglianza

Intervista alla portavoce della Lega islamica antidiffamazione
Valent: “Korchi vittima di una faida interna”
Il Giornale dell'Umbria, di Francesca Bene
PERUGIA - Gli islamici in umbria sono circa 25mila, 13 le moschee attive. Una delle più frequentate era quella di Ponte Felcino. Qui venivano a pregare fedeli da buona parte della provincia. Tutta questa gente, così legata al proprio imam, Mostapha el Korchi sembra scorparsa dopo il suo arresto. Nessuno che abbia alzato la propria voce per difendere un uomo, talmente stimato, da essere stato eletto capo della comunità religiosa e che era in procinto di diventare “l'emiro” delle moschee comprese tra il Perugino e l'Alta Valle del Tevere. Nessuno…Tranne una persona: Dacia Valente, ex europarlamentare del Pci, italo-somala ed oggi a capo della Lega islamica antidiffamazione. La sua appare l'unica voce fuori dal coro. L'abbiamo raggiunta nel suo
attico romano per chiederle cosa ne pensa dell'operazione antiterrorismo che il 21 luglio scorso ha portato all’arresto di el Korchi e dei due guardiani della sua moschea. "Ho - guardato le carte - ha spiegato la Valent e non riesco a spiegarmi su quali indizi si fonda la custodia cautelare in carcere".
In sede di Riesame sono state depositate migliaia di pagine frutto di due anni di indagini.
"Si migliaia di pagine web, a cui possono accedere tutti".
Ci sono anche registrazioni in cui l'imam incita i suoi fedeli all'odio verso gli occidentali e invita a seguire l'esempio dei kamikaze.
"Non si può mettere in carcere una persona perché è antiamericana. In questo Paese c'è libertà di pensiero e di parola".
L'arresto è stato effettuato in base all'articolo 270 quinquies, che prevede la detenzione per l'addestramento al terrorismo.
"Sì, è una legge che legittima i processi alle intenzioni".
Per i legislatori si tratta di prevenzione. E la legge non è nata per un capriccio, ma sulla scia degli attentati terroristici delle Torri gemelle, di Londra e Madrid.
"Credo che dietro l'arresto di Mostapha el Korchi, di Driss Safika e Mohamed el Jari, ci sia dell'altro".
Ovvero?
"Una guerra per il controllo delle comunità musulmane perugine"
Una guerra tra chi?
"All'interno del mondo islamico, naturalmente. Negli ultimi tre anni el Korchi ha attirato a sé molti fedeli e ha tolto all'imam storico di Perugia, Abdel Qader, il monopolio della predicazione in Umbria".
L’indizio più forte a carico di Korchi è il ritrovamento di tre fusti pieni di sostanze chimiche “rubati” alla Gesenu.
“I fusti sono stati trovati dopo gli arresti, quindi gli arresti non possono basarsi su questo dato di fatti che comunque va chiarita”
Come si spiega il silenzio dei musulmani umbri di fronte a questi arresti?
"La gente ha paura. Un islamico può essere in Italia da 30 anni, ma viene sempre considerato un cittadino di serie B".
Quindi secondo lei l'uguaglianza in Italia non esiste?
Solo sulla carta. La realtà dei fatti è un'altra cosa.