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venerdì 14 settembre 2007

Cattivi Maestri

Come era prevedibile, la Fallaci è tornata dall'Oltretomba in occasione del primo anniversario della sua morte. E' tornata, come è vissuta d'altronde, sotto forma mediatico-commerciale: mostre e servizi, articoli ripubblicati e foto inedite, brani di interviste tenuti nel cassetto per l'occasione, e via dicendo. Un coro unico, tutto teso ad elogiare le virtù e i miracoli di Santa Fallaci di New York, la "più grande scrittrice italiana di tutti i tempi", la "giornalista che ha vissuto la guerra sulla propria pelle", la donna che "ha intervistato i potenti della Terra, anzi la Storia in persona". Tutto vero, per carità: non sarò di certo io a negarlo. Ma di qua a spacciare i suoi ultimi deliri per una mera provocazione culturale o un'innocente critica al costume italiano - quindi banalmente arginabile con un semplice scambio di opinioni - ce ne vuole. La vera eredità della Fallaci, infatti, non sono le sue inchieste, le sue interviste e i suoi romanzi, bensì quella trilogia dell'Odio che ha sdoganato nel Bel Paese, con la complicità del più grande gruppo editoriale italiano (RCS), il razzismo e la xenofobia. Uno sdoganamento di cui potremo valutare gli effetti disastrosi solo con il passare del tempo. Esattamente come le radiazioni conseguenti all'esplosione di un'arma tattica nucleare: lente, ma letali. Perché a differenza delle sue produzioni letterarie di vario genere, quella trilogia continua ad ispirare - ancora oggi - terroristi, assassini, promotori dell'odio e fautori dello scontro tra le civiltà.
Le cronache recenti hanno dimostrato, senza alcuna ombra di dubbio, che attorno agli scritti della Fallaci si è sviluppato un mondo che ha fatto dell'illegalità e dell'odio, del razzismo e della xenofobia, la sua ragion d'essere. Il servizio segreto parallelo "DSSA", indagato dal 2005 e il cui fondatore - Gaetano Saya - è stato rinviato a giudizio per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale, si ispirava direttamente ai suoi scritti. Lo dimostra un documento interno ove è chiaramente menzionata, pubblicato dal sottoscritto addirittura nel 2004: un anno prima che finisse nel mirino delle forze dell'ordine. Roberto Sandalo, ex-terrorista di Prima Linea che "si è visto abbuonare dalla giustizia italiana ben 110 reati tra cui tre omicidi", sorpreso e smascherato l'altro giorno dalla IADL (leggere kelebek) mentre manifestava "contro l'islamizzazione dell'Europa" in compagnia di Adriana Bolchini Gaigher, casalinga-cartomante già ospite della trasmissione taroccata di Anno Zero sull'Islam a Torino (Vedi articolo del sottoscritto su Il Manifesto e epilogo), dichiara con orgoglio in un'intervista rilasciata a Repubblica di ieri che a convincerlo a riciclarsi in chiave anti-musulmana sono stati gli scritti della Fallaci. Olindo Romano, il mostro di Erba che ha sgozzato, assieme alla moglie, tre donne e un bambino legge in carcere "specialmente romanzi e la trilogia di Oriana Fallaci. Uno dei libri l’ha restituito sottolineato e scarabocchiato nelle parti che parlavano di rabbia e rancore". I movimenti razzisti e xenofobi che operano in un'Italia in cui sono sempre più frequenti gli attacchi alle moschee e ai luoghi di incontro dei musulmani, la venerano come un'eroina e adottano la sua stessa retorica, spesso e volenteri citando interi capitoli. Cosa ci vuole, quindi, per rendersi conto del nefasto ruolo giocato da quella donna?
Altrettanto nefasto è il ruolo che gioca Magdi Allam, che come la Fallaci imperversa sullo stesso quotidiano (e non solo) oltre che su tutte le reti televisive nazionali (praticamente a reti unificate). In questi giorni anche lui si vanta dell'amicizia con la Fallaci, ricordandola con accorato affetto negli incontri e in articoli appositamente confezionati per tramandarne il Culto. Eppure a leggere l"Apocalisse" della scrittrice, ed in particolare i passaggi tutt'altro che gentili che ha dedicato ad Allam senza nemmeno concedergli la dignità di menzionare il suo nome, non sembra proprio che i rapporti fra di loro fossero cosi cordiali. Magari mi sbaglio: peccato che la Fallaci non sia viva, per confermare la natura del suo rapporto con l'aspirante discepolo. Perché anche attorno alla figura di quest'ultimo e al suo cosiddetto "impegno culturale" si addensano nubi che non presagiscono nulla di buono: nell'appartamento segreto usato dai Servizi Deviati del Sismi per confezionare balle e commissionare articoli falsi sui quotidiani, venne rinvenuto un dossier a lui intestato di cui, purtroppo, non sono stati resi pubblici i contenuti. Un suo editoriale sul Corriere, pubblicato appena un mese dopo essere volato a Tel Aviv per ricevere un premio di 250.000 dollari circa (si rimanda al mio articolo su Il Manifesto), è la traduzione pressoché integrale di un comunicato del Memri, l'Istituto di traduzione fondato da ex-agenti del Mossad la cui credibilità è stata completamente smontata da inchieste di quotidiani come The Guardian, Le Monde Diplomatique e i Servizi del Comune di Londra (mio articolo su Aidem)
E non può che destare preoccupazione il fatto che una sigla terrorista finora sconosciuta - il cosiddetto "Fronte cristiano combattente" abbia appiccato il fuoco con delle molotov alla sede dell'associazione umanitaria Islamic Relief, condannando a morte il suo direttore a nome di un sedicente "tribunale cristiano", sei giorni dopo un editoriale infuocato di Allam in cui puntava il dito proprio contro l'Islamic Relief. Cosi come non può lasciare indifferenti il fatto che l'ex-terrorista di Prima Linea di cui ho scritto poco fa, risulti membro di un gruppo che si ispira chiaramente oltre agli scritti della Fallaci, anche agli scritti di Allam di cui vengono persino ripresi i contenuti nell'intervista rilasciata a Repubblica: secondo lui, infatti, ogni quattro giorni, una moschea sorgerebbe in Italia mentre gli attentati ai luoghi di culto potrebbero essere "regolamenti di conti" tra musulmani. Ipotesi che Allam ha avanzato sul Corriere, pur rifiutandosi di esprimersi chiaramente (sic) in attesa dei "riscontri degli investigatori". Riscontri di cui si è invece altamente fregato quando gli stessi investigatori esprimevano perplessità sulle sempre più numerose denunce di presunte minacce avanzate da Dounia Ettaib, la giovane marocchina che ultimamente lo accompagna in molte presentazioni e convegni. E che dire del giudizio di Ferdinando Imposimato, Giudice Istruttore nel Processo Moro e nell'attentato a Giovanni Paolo II, che lo definisce come uno "che alimenta l'odio e il conflitto tra Cristiani e Musulmani"? Santo Cielo: cosa ci vuole, di più, per qualificare Fu Fallaci e Allam come Cattivi Maestri? Una Shoah per la comunità islamica?