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martedì 4 settembre 2007

Fatti e misfatti

Intanto in città si vedono scritte contro l’Islam. In qualche moschea del Nord sono state lanciate molotov.
Attendo i riscontri degli investigatori. E’ mia consuetudine partire dai fatti”.
Intervista a Magdi Allam su Il Resto del Carlino
"L'ho trovata sulla mia scrivania, in ufficio». La voce che trema, la faccia pallida, Dounia Ettaib, vicepresidente dell'Associazione delle donne marocchine in Italia (Acmid), si ritrova davanti agli agenti della Digos di Milano intorno alle nove di ieri mattina. Tra le dita stringe una fotografia, ritagliata da una pagina di giornale, che ritrae lei, Dounia, a fianco dell'onorevole di Alleanza nazionale Daniela Santanché. (...) Sopra c'è una scritta fatta con un pennarello verde, in grafia araba un po' zoppicante, dice: «Infedeli». (...) Non più di una decina di persone sapevano del suo (di Dounia, ndr) trasferimento. È uno degli elementi in mano alla Digos, che sta cercando di ricostruire la vicenda. Un episodio che viene esaminato con molta cautela. Perché Dounia ha raccontato di aver trovato la foto-minaccia al mattino, appena entrata nella sua stanza. Ma gli investigatori non hanno rintracciato alcun segno di scasso alle finestre o sulla porta.
"(...) Assistiamo inerti ai predicatori d'odio islamici che anche ieri hanno condannato a morte Dounia Ettaib, definendola una «infedele» ed estendendo la minaccia all'onorevole Daniela Santanché. Tutto ciò avviene sotto i nostri occhi, ha come teatro di operazione il territorio italiano, i protagonisti sono professionisti dell'islam che hanno messo le mani sulle moschee".
Editoriale di Magdi Allam sullo stesso numero del Corriere
PS: La minaccia denunciata dalla giovane Dounia Ettaib è la seconda del suo genere. Alcune settimane fa, ha denunciato di essere stata aggredita "da due connazionali" nel bel mezzo di Viale Jenner, in piena mattinata. Nessun testimone. Gli investigatori stanno, purtroppo, ancora cercando di rintracciare i brutti ceffi. In quell'occasione - sempre partendo dai fatti, come da sua consuetudine - Magdi Allam scrisse: "La concessione della cittadinanza italiana a Dounia Ettaib riassume oggi l'impegno etico del nostro Paese a schierarsi dalla parte di tutte le donne coraggiose che osano sfidare, pagando in prima persona, l'estremismo islamico"