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giovedì 13 settembre 2007

Il Piromane e la Chiave

Due giorni fa, a Bruxelles - sede del Parlamento Europeo - un gruppo di esaltati di Destra ha tentato di inscenare una manifestazione "contro l'islamizzazione dell'Europa". L’appuntamento era stato organizzato dalle associazioni anti-islamiche della rete Sioe, il partito di estrema destra fiammingo Vlaamms Belang, per commemorare il sesto anniversario dell'11 settembre. Non più di cinquanta persone, fra le quali, ovviamente, non poteva mancare il simpatico e folcloristico Onorevole Borghezio, detto anche "il Piromane Verde". La manifestazione, di stampo chiaramente provocatorio e xenofobo, era stata preventivamente vietata dal lungimirante Sindaco di Bruxelles, Freddy Thielemans. "Uomo avvisato, mezzo salvato", si direbbe in simili casi. Evidentemente, però, i manifestanti erano convinti di trovarsi in Italia, e quindi hanno tentato lo stesso di portare a termine la manifestazione, seguendo il percorso da loro stabilito: dalla piazza antistante il Parlamento europeo per arrivare a Rond point Schuman, cuore del quartiere comunitario.
Come era prevedibile, non sono nemmeno riusciti a partire: un nutrito gruppo di poliziotti in tenuta anti-sommossa li ha ammanettati con sicure di plastica e caricato sui cellulari della polizia con destinazione Palazzo di Giustizia. Incluso l'Onorevole Borghezio, caricato di forza su una camionetta e finito nelle galere sotterranee di Bruxelles. "Ce ne hanno date per sette", ha dichiarato indignato l’esponente del Carroccio. Poi, quando la festa è finita, è stato rilasciato con tutti gli onori del caso. Appena uscito, Borghezio si è affrettato a dichiarare che "Quella di oggi è la dimostrazione che siamo nell'Euro-Arabia", che il suo arresto era "un’inammissibile violazione del diritto di espressione e della libertà personale nonché delle norme a garanzia dell’immunità parlamentare" e soprattutto a ringraziare il governo italiano. Perché il governo italiano - diamogliene atto - al posto di scusarsi a nome del proprio popolo, come avrebbe dovuto, con il governo belga per aver mandato al Parlamento Europeo simile esemplare della finissima arte diplomatica italiana, si è premurato invece di inoltrare - udite, udite - su indicazione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema, e tramite l' ambasciatore d'Italia in Belgio, Sergio Maria Siggia, una protesta ufficiale "riguardante le modalità con le quali è stato tratto in fermo l’europarlamentare leghista Mario Borghezio".
Si dà però il caso che l'Onorevole Borghezio abbia passato solo sei ore nelle patrie galere belghe. Consideriamole una specie di abbuono: avrebbe dovuto passarne esattamente 1920, di ore. Tante sono quelle corrispondenti ai due mesi e venti giorni della condanna definitiva emessa a suo carico dal Tribunale e dalla Corte d'Appello di Torino e confermati il 5 settembre del 2005 dalla Cassazione che l'ha riconosciuto irrevocabilmente colpevole di incendio aggravato da "finalità di discriminazione" per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati rumeni a Torino. Nel paese dei balocchi che è l'Italia, la pena è passata da una riduzione all'altra e quindi è stata finalmente commutata in 3.040 euro di multa. Tutto sommato all'Onorevole era andata meglio nel '93, quando prese una multa di sole 750.000 lire per aver picchiato un bambino marocchino. Potete capire la sua disperazione, poverino, con lo stipendio (e la pensione) da europarlamentare che si ritrova (e che si ritroverà). A tutto ciò aggiungiamo pure un bel po' di imputazioni che spaziano dall' attentato alla costituzione e all'unità dello Stato alla creazione di un unità paramilitare fuorilegge, passando per la resistenza a pubblico ufficiale: si è salvato nei primi due casi per le modifiche della legge approvate appositamente dalla "Casa delle Libertà" (il plurale è d'obbligo) nel gennaio 2006 e, nell'ultimo caso, dalla sentenza della Cassazione che ha disposto nel 2004 - tre mesi prima della sua elezione all'Europarlamento - un nuovo processo d'appello dopo quello che lo ha condannato a 4 mesi e 20 giorni di reclusione.
Per fortuna, comunque, l'Onorevole Borghezio non ha deciso di andare a New York per manifestare senza autorizzazioni contro l'islamizzazione dell'Europa. Pensate che negli Stati Uniti sono riusciti ad infliggere una pena di 14 anni e mezzo di galera ad uno che ha buttato una molotov inespolsa su una moschea. Una molotov inesplosa, non so se mi sono spiegato: non un pagliericcio con tanto di immigrato romeno salvatosi per miracolo, un attimo prima che il fuoco lo raggiungesse. Questo mi fa legittimamente pensare che se avessero sorpreso l'Onorevole a guidare una manifestazione vietata, con i precedenti che si ritrova, sarebbe finita peggio: la politica italiana avrebbe perso un grande e insostituibile statista. Altro che sei ore di fermo: in attesa del solerte - quanto inutile - intervento del governo italiano per chiedere la clemenza del Governatore statunitense di turno, l'Onorevole Borghezio sarebbe stato abbastanza fortunato se avessero deciso di tenersi almeno la chiave della sua cella come ricordo.