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martedì 25 settembre 2007

Integrazione alla fiorentina

Non molto tempo fa, il Sindaco Domenici ha voluto zittire l'intellettuale Asor Rosa che si era negativamente espresso sulla "questione lavavetri" affermando che "È un bene che gli intellettuali dibattano di politica e di pubblica amministrazione. Purché si informino: sono disponibile a mandare fax ed email con la documentazione sulle politiche sociali del Comune di Firenze". Devo dire che cercherò al più presto di informarmi anch'io, poiché l'altro giorno ho ricevuto invece la "fotografia" delle politiche sociali e di integrazione della Regione Toscana. Trattasi di una foto scattata da Kelebek e che ben illustra la scarsa attenzione riservata, in particolare, agli immigrati arabi residenti in Italia.
Sui manifesti della Regione che pubblicizzano il "progetto per le gestanti e le madri in gravi difficoltà per prevenire l'abbandono dalla nascita", la scritta in arabo presenta infatti un doppio errore, tale da risultare totalmente incomprensibile. Come ben sapete, l'arabo è una lingua composta da un semplice alfabeto di 28 lettere. Si scrive da destra a sinistra, e ogni lettera dell'alfabeto si lega alla precedente ed è legata alla successiva, un po' come nella scrittura corsiva. La scrittura "a stampatello" non è prevista, poiché le lettere devono obbligatoriamente legarsi le une alle altre nella composizione delle parole: non esiste differenza tra maiuscole e minuscole, né tra stampato e corsivo.
Ebbene: non solo le scritte in arabo del manifesto sono riportate con sconnesse e incomprensibili lettere isolate, ma sono persino riportate - e quindi devono essere lette - da sinistra a destra. E' come se avessero riportato la scritta "le madri in gravi difficoltà", scritta in corsivo, come " 'A T L O C I F F I D I V A R G N I I R D A M EL". La lingua dell'Integrazione nella Regione Toscana, evidentemente. O forse retaggio della presenza di Leonardo Da Vinci, abituato a stilare i suoi appunti scrivendo al contrario. Peccato che sia un po' difficile, per una madre "in grave difficoltà" girare con uno specchietto per poter decifrare i manifesti della Regione, per di più dovendo anche mentalmente procedere con la "legatura" dei caratteri.
Ora, uno sbaglio simile è assai frequente quando non si è dotati di un software che prevede la scrittura in arabo: nel procedimento del copia-incolla, anche partendo da un documento dove la frase è stata scritta correttamente, c'è il rischio di ritrovarsi con la frase scritta in modo sconnesso e riflesso al contrario nel nuovo documento. La domanda quindi è: non hanno nemmeno pensato di fare vedere la bozza a qualcuno che legge l'arabo, prima di mandarla in stampa? L'errore non denota tanto una completa ignoranza della lingua araba, quanto l'indifferenza, il menefreghismo e la mancanza di sensibilità nei confronti delle madri arabe. E' un bene che i politici dibattano di integrazione e immigrazione, purché si informino: sono disponibile a mandare fax ed email con la frase corretta da riportare sui manifesti della Regione Toscana.