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mercoledì 5 settembre 2007

Non chiederci la Parola (I)

Un lettore assiduo di questo blog osserva, in merito all'inqualificabile provvedimento deciso dal Comune di Firenze per contrastare l' "Emergenza Nazionale" (sic) dei Lavavetri, che "la sinistra è rimasta sgomenta ed ha scoperto da un sondaggio riportato da Repubblica che l'80% (se non di più) degli italiani condivide l'iniziativa". Non fatico a crederlo, anche se sono solo il 70%: il risultato di cinque anni di legislatura del Centrodestra - con relativo bombardamento mediatico e lavaggio del cervello - è che anche l'elettorato di Sinistra è giunto a convincersi che il vero problema dell'Italia sono i lavavetri, gli ambulanti e i graffitari. E la Sinistra al governo, pur di non perdere terreno e consenso, è disposta a continuare a farglielo credere. Di fatti, cosi come non esiste più una parte politica che possa chiamarsi Destra e un'altra che possa rivendicare l'etichetta di Sinistra, non esistono più nemmeno gli elettorati di entrambi gli schieramenti. Esiste soltanto un'enorme massa conformata dal Grande Fratello che è davvero convinta che un graffio a quell'accozaglia di ferramenta destinata a portarci da un posto all'altro (leggasi l'automobile) sia più importante dell'esistenza di un uomo di circa 70 anni che mantiene l'intera famiglia nel paese di origine lavando i vetri in pieno inverno a Torino. Proprio per questo è doppiamente gradito l'intervento di intellettuali come Asor Rosa o Tornatore, che hanno l'incombenza di cercare di far tornare l'elettorato di Sinistra in sé. E proprio per questo è doppiamente vergognoso che si tenti di tappare loro la bocca.
Lo stesso lettore si chiede: "Ma la domanda è una sola: come mai ogni volta che si invoca la legalità c'è qualcuno tipo Asor Rosa che si scandalizza?". La risposta è molto semplice: forse perché a Destra non c'è nessuno della levatura intellettuale di Asor Rosa. O almeno non c'è più, nel senso che o sono morti, oppure si vergognano - giustamente - di vedersi affiliati alla Destra con cui si ritrovano oggi. E così, il popolo della Destra si accompagna ad "intellettuali" della levatura di Borghezio, Gentilini e Magdi Allam. Mica sono schizzinosi, loro: sono di bocca buona. E che possono fare, altrimenti? Invece noi di Sinistra non possiamo permetterci questo lusso. Ecco perché sono rimasto sconvolto nel leggere le reazioni agli interventi degli intellettuali - quelli veri, che oggi si vergognano pure loro di essere etichettati come di Sinistra - sulla faccenda Lavavetri. "Non vivono più tra la gente", tuona l'Assessore che ha varato l'assurdo provvedimento che punisce con tre mesi di galera i lavavetri. Il Sindaco di Firenze invece sottolinea in un'intervista al Corriere: "Mi onoro di conoscere il professore, mi sono formato sui suoi testi; che però trattavano di storia delle letteratura". Insomma: gli intellettuali vivono in Torri d'Avorio, isolati dalla "gente". Se osano invece esprimersi, sono invitati ad occuparsi della materia che è di loro competenza e quindi tornare nelle Torri.
Il Sindaco Domenici prosegue: "È un bene che gli intellettuali dibattano di politica e di pubblica amministrazione. Purché si informino: sono disponibile a mandare fax ed email con la documentazione sulle politiche sociali del Comune di Firenze". Mi chiedo se è rintracciabile, da qualche parte, una sua osservazione di eguale tenore quando a pontificare di politica dagli set televisivi è qualche soubrette con i seni rifatti o qualche attricetta con le labbra gonfiate a suon di interventi chirurgici. Lo stesso trattamento sprezzante è riservato anche al regista Tornatore, che ha osato pronunciarsi sulla vicenda: "Mi verrebbe voglia di cimentarmi con i film del festival di Venezia; invece gli rispondo volentieri. Il premio Oscar ha ragione quando ci fa notare la complessità del tema". Ma stiamo scherzando? Basandosi soltanto sull' etimologia, la parola "democrazia" non significa "potere del popolo"? Di quando in qua per esprimersi sulla gestione politica della cosa pubblica bisogna avere una laurea in Scienze Politiche? Mezzo parlamento è composto di diplomati nei settori più disparati. Solo per fare qualche esempio: Massimo D'Alema (Maturità classica), Paolo Ferrero (Diploma di Perito industriale), Walter Veltroni (Diploma di cineoperatore), Sergio Cofferati (Perito tecnico), e al governo - da sempre - ritroviamo ingegneri che si occupano di giustizia (Castelli), magistrati che si occupano di infrastrutture (Di Pietro), e via dicendo. Perché gli intellettuali dovrebbero invece "informarsi", "prepararsi" e "cimentarsi" prima di esprimersi su una questione di elementare buonsenso?Leggi la Seconda Parte