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mercoledì 19 settembre 2007

Scortiamo il Maiale (II)

Leggi la Prima Parte
Magdi Allam - l'uomo più scortato d'Italia - ha scritto un editoriale intitolato "Il «maiale day» non fa ridere" per commentare le ultime esternazioni di Calderoli. Per un attimo ho pensato che in un sussulto di dignità avesse deciso di rispondere per conto dei musulmani offesi dalla provocazione. "E' inaccettabile l'offesa gratuita e generalizzata nei confronti di una religione": sacrosanto, grande Magdi. "A me non è piaciuta affatto e considero incivile la proposta di indire delle «mostre per i maiali più belli» sui terreni destinati a ospitare delle moschee". Meraviglioso, non c'è che dire. "Proprio ieri, guarda il caso, coincideva l'inizio sia del Ramadan, il mese del digiuno islamico, sia del Capodanno ebraico". Acuta osservazione, anche noi ce n'eravamo accorti. Ma tanto ardore non era mica per difendere la sensibilità e la spiritualità dei musulmani o degli Ebrei. No, era per difendere l'onore del maiale. Prosegue infatti Allam: "Povero maiale! Alla becera strumentalizzazione di Calderoli hanno fatto seguito tutta una serie di battutacce sull'innocente suino dei politici che misurano il loro impegno pubblico con la quantità di parole, sensate o meno, riversate alle agenzie di stampa". Ora, è successo che anch'io in passato abbia difeso il simpatico maialino dalle strumentalizzazioni, memore dei tre porcellini della Disney che hanno allietato la mia infanzia. Era ovviamente un espediente ironico, e quindi forse anche quello di Allam lo è. Invece no.
In risposta ad un lettore del suo delirante forum che osserva che "Sul maiale e la "porcata" di Roberto Calderoli non sono d'accordo con Magdi Allam: non sono d'accordo che sia offensiva di una religione, neanche se un'altra religione (l'ebraismo) la pensa allo stesso modo" e che prosegue con una raffinattezza intellettuale senza precedenti, affermando "carne di porco? è cibo prelibato per tanti, che non si sognano minimamente di sgozzare chicchessia, ma - semmai - di berci su un bel bicchiere di lambrusco", ecco Allam che risponde. Risponde, - pirsonalmente di pirsona - per dire che "c'è stato un grosso malinteso. Il mio disaccordo con Calderoli, condiviso da politici di destra e di sinistra, non è sul fatto che avrebbe genericamente invocato il maiale facendo riferimento all'islam (...) Non è quindi una difesa dell'islam che considera, al pari dell'ebraismo, la carne suina impura. Ma è una condanna di un gesto intenzionalmente oltraggioso dell'islam in cui i maiali vengono strumentalizzati". Insomma: Allam non si cura della sensibilità degli Ebrei e dei Musulmani, ma di quella dei maiali. Evidentemente si trova a suo agio a difendere i maiali piuttosto che gli Ebrei e i musulmani. Questione di affinità intellettive, evidentemente. Io per esempio, pur non avendo nulla contro i simpatici maialini, non mi sognerei mai di sprecare un paginone del Corriere per difenderli mentre Ebrei e Musulmani vengono offesi durante il primo giorno delle loro festività. Piuttosto mi adopererei per concedere una scorta al maiale. Tanto oggi la danno a cani e porci: mai a chi ne ha davvero bisogno, come Marco Biagi. Ora che dire anche in questo caso? Sono affermazioni che qualificano da sole chi le ha dette. E il giornale che gli permette di scrivere queste porcate. Ma che volete? Nel suo ultimo editoriale, l'ex-cittadino egiziano Magdi Allam ha scritto: "Per cortesia: occupiamoci di noi occidentali". Lui, che di occidentale ha solo un pezzo di carta ottenuto con la frode. Sapete che vi dico? Allam mi ricorda il piccolo negretto del famoso aneddotto. Dopo che si è imbrattato la faccia con la farina, corre dai genitori, dalla sorella, dalla zia, dai vicini gridando: "Vedete, sono diventato bianco". Ovviamente tutti hanno da fare e nessuno gli presta attenzione. Al che, immancabilmente, segue la sua riflessione: "Aò! Non sono neanche due minuti che sono bianco, e già questi negri mi stanno sul C**o!"