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mercoledì 31 ottobre 2007

Che mondo sarebbe, senza...?

Sono quasi quattro milioni gli immigrati presenti in Italia. Lo afferma il dossier statistico sull'immigrazione realizzato da Caritas-migrantes e presentato oggi a Roma. Un numero aumentato in un anno del 21,6% e pari al 6,2% della popolazione complessiva, contro una media dei paesi Ue del 5,6%. Se i dati della Caritas fossero confermati, l'Italia balzerebbe al terzo posto in Europa sia per tasso di crescita, sia per presenze in assoluto, alle spalle solo di Germania e Spagna, che ospitano rispettivamente 7.287.900 e 4.002.500 immigrati.

Gli immigrati in Italia parlano 150 lingue diverse, sognano la cittadinanza e arrivano in massa: più di 500 mila nel 2006, con un aumento mai stato raggiunto neppure con le regolarizzazioni degli anni passati. A dare il maggiore contributo sono i Paesi dell'Est europeo, Romania in testa, di gran lunga il Paese che detiene il record di immigrati in Italia. Solo i romeni, sempre secondo la Caritas, sfiorano ormai le 600 mila presenze, un sesto del totale di tutta l'immigrazione. Al secondo posto nella classifica c'è il Marocco (387.000), al terzo l'Albania (381.000).

"Senza gli immigrati il sistema Italia si bloccherebbe", afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato alla Caritas. Il Rapporto, sottolinea il capo dello Stato, "conferma il fatto che l'Italia si presenta oggi come uno dei paesi europei più decisamente investiti dai flussi migratori. E conferma pure il radicamento di una parte consistente dei nostri immigrati: più famiglie, più nascite, più studenti, più acquisti di abitazioni, più nuovi cittadini. Conferma altresì il contributo decisivo del lavoro immigrato alla produzione di beni e servizi, al pagamento di contributi e imposte". Infine il capo dello Stato auspica che si creino le "condizioni di successo del nostro comune impegno di denuncia e di rifiuto di ogni rigurgito e nuova manifestazione di razzismo".