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sabato 6 ottobre 2007

Grillo e l'Isola delle Sirene

Nonostante fosse solito sponsorizzare, a ogni piè sospinto e come se niente fosse, Michele Santoro e la trasmissione Anno Zero da lui condotta, con i suoi vergognosi e indimenticabili trascorsi pseudogiornalistici, ho sempre seguito con piacere il blog di Beppe Grillo e i suoi spettacoli. Nonostante alcune sue esternazioni e uscite dalle righe non mi trovassero d'accordo, ho sempre fatto il tifo per le sue battaglie. Nonostante le mie perplessità sul disegno di legge da lui promosso, ho persino gioito per il successo del V-Day da lui organizzato. Oggi, però, sono proprio costretto a ritrattare tutto ciò che ho sempre pensato di Grillo, e a togliere il link del suo blog dalla sezione satira di questo sito (un gesto simbolico che sicuramente non influisce minimamente sulla sua fama, ma che mi fa sentire decisamente meglio). Perché stavolta Grillo ha dimostrato di non avere nulla da invidiare, e invece molto da spartire, con la peggior parte della Casta che lui attacca quotidianamente e i media ad essa asserviti.

Ieri, sul blog del noto comico genovese, è stato pubblicato un delirante articolo dal titolo "I confini sconsacrati". Nell'articolo in questione, Grillo in persona afferma che "Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia". Poi aggiunge "Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom. E' un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata." quindi "Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati". Segue l'estratto di una lettera inviata da un "Poverino de Sinistra", inaugurata dal solito ritornello italiota - il famigerato "Non sono razzista ma..." - che sfoga tutto il suo rancore: "Sono un cittadino italiano... sposato con una cittadina rumena! Non sono un razzista! (...) Ho iniziato a lavorare in Romania dal 2002! ne ho viste di tutti i colori li! (...) I nostri padri hanno sudato e lavorato per costruire questa nazione! BASTA! Sono di sinistra... ero di sinistra! Ora basta! Fuori il marcio dai nostri confini... dalle nostre carceri... dalle nostre strade!! Benvenuto chi invece ha voglia di lavorare e progredire insieme! VIVA l'ITALIA!"

«Mai letto tanto razzismo tutto in una volta!», è stato il commento riportato dal Corriere di uno dei lettori di Grillo ma anche la mia prima reazione. Neanche Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia sarebbe stato in grado di esprimere con parole più semplici e immediate l'odio, il razzismo e la xenofobia che permeano l'Italia e coloro che si propongono di riformarla. Con questo delirante articolo, Grillo - che è solito gridare "Italiani!" nei suoi spettacoli-comizi - ha dimostrato una volta per tutte la fondatezza delle accuse che gli vengono rivolte da giorni, e da più parti: populismo, demagogia, rischio di una deriva fascista e via dicendo. Non credo che Grillo si stia candidando a guidare l'Italia, anche se non è da escludere. E' certamente molto più redditizio dire agli altri quanto sono co*****i, salvo poi propinare loro sul blog le stesse cose servite dai media "di regime" per prenderli per i fondelli. Bene hanno fatto i commentatori che gli hanno ricordato che è inutile parlare "di rete, di globalità, sincronicità, partecipazione e democrazia dal basso" per poi scadere "in queste filippiche proto-leghiste", in questa inqualificabile "Roba da propaganda anni trenta".

Dicono che Grillo sia bandito dai media ufficiali. Ma dai! Ma se non fanno altro che parlare di lui: Grillo ha scritto, Grillo ha detto, Grillo su, Grillo giù. I giornalisti non fanno altro che riprendere, commentare, analizzare ogni sua battuta sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Le televisioni si accalcano sotto il suo palco per intervistarlo ed è lui che si nega sdegnosamente. Pubblica libri e Dvd con le più importanti case editrici, è inserito nei circuiti della grande distribuzione commerciale. Il suo blog ha persino vinto il Premio WWW istituito dal Sole 24 Ore e patrocinato dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie italiano. E questa la chiamate censura? No, signori, i censurati sono altri. La domanda più importante da porsi quindi è: tanto attivismo a suon di parole - fiumi di parole - e soprattutto di spettacoli, in che cosa si è concretizzato, finora? In una proposta di legge che fa acqua da tutte le parti. Una proposta per ridurre i privilegi della Casta politica su cui dovrà pronunciarsi la Casta stessa. Non oso nemmeno pensare al risultato finale: basta vedere come è finita ieri, con il voto alla camera.

La domanda quindi sorge spontanea: che cosa sta facendo Grillo, oltre vendere biglietti, libri e Dvd ed aizzare la gente contro gli immigrati? L'ha detto lui stesso, una volta. Fa da "valvola di sfogo" (e lo spiega molto bene questo articolo). La gente comune si accalca per strillare a vuoto sul suo blog oppure nelle platee dei suoi spettacoli che non sono più tali (sono infatti veri e propri comizi) mentre la Casta che viene attaccata a parole procede indisturbata nei fatti a legiferare e ad accumulare privilegi. E' il solito, vecchio, trucco della Democrazia: l'illusione di vivere in un paese democratico fornita da un comico che va in giro per le piazze ad attaccare i politici, salvo poi adottare il linguaggio dei peggiori fra di loro quando si parla di immigrazione, dando loro praticamente ragione. Grillo è la prova vivente che in questo paese, prima di concedere fiducia, o ancor meglio voti e consenso, è necessario farsi legare ad un palo come fece Ulisse mentre navigava in prossimità dell'Isola delle Sirene.