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martedì 23 ottobre 2007

No alla Roccaforte Salesiana!

Da ex-allievo salesiano, mi capita di cercare notizie sulla storia dell'Istituto dove ho frequentato le Superiori, giù al Cairo. L'altro giorno ho recuperato un articolo pubblicato sul Bollettino Salesiano del Febbraio 1927 che riporta la cronaca della posa della prima pietra della scuola in questione. Leggendolo, non ho potuto che fare la seguente riflessione: se a quei tempi, al Cairo, ci fosse stato un personaggio come Magdi Allam, attuale Vicedirettore Onorario del Corriere della Sera, la Scuola Salesiana del Cairo dove sia io che lo stesso Allam abbiamo studiato non avrebbe mai visto la luce. Come minimo, infatti, egli avrebbe promosso un referendum contro "la Cittadella salesiana" e la svendita del territorio e dell'indentità dell'Egitto. Per fortuna, all'epoca - e ancora oggi - non abbiamo in Egitto giornalisti come Magdi Allam che alimentano sui quotidiani nazionali "l'odio e il conflitto tra Cristiani e Musulmani" (Questo è infatti il parere di Ferdinando Imposimato, Giudice Istruttore nel Processo Moro e nell'attentato a Giovanni Paolo II sul personaggio).

Per l'occasione vorrei raccontare questo interessante e divertente anedotto riferitomi da una fonte altamente qualificata: durante una visita ufficiale all'Istituto Salesiano del Cairo, un esponente di primo livello del governo italiano ha chiesto ai suoi accompagnatori se questa scuola riusciva nell'intento di insegnare la lingua italiana ai giovani egiziani. Qualcuno ha avuto la sventurata idea di rispondere: "Eccome no! Anche Magdi Allam è stato nostro allievo!". L'ignaro interlocutore pensava di fare colpo menzionando il "pezzo grosso" sfornato dall'Istituto. Invece è stato gelato dalla risposta dell'esponente del governo italiano: "Questo non depone mica a vostro favore. Significa infatti che qui non insegnate la tolleranza". Credo che quella sia stata l'ultima volta in cui Allam è stato ricordato come insigne ex-allievo dell'Istituto. Ho infatti la netta impressione che sia bastato quell'episodio per condannare Allam alla
damnatio memoriae.

CAIRO (Egitto). La posa della prima pietra dell'erigenda Casa dei Salesiani.

Bollettino Salesiano. Febbraio 1927

Il desiderio da tanto tempo accarezzato e perseguito lungamente con tenacia, di avere, anche in Cairo, come in altre città dell'Egitto, una casa Salesiana, s'incammina finalmente sulla via della realizzazione.

Il governo egiziano ha voluto, con encomiabile atto di generosità, cedere a prezzo di favore all'Opera Salesiana un appezzamento dì terreno (14.700 mq.) nel quartiere nuovo, che avrà un bell'avvenire, e precisamente sulla strana di Rod-el-Farag.

Il nuovo istituto sarà destinato all'educazione morale e intellettuale della gioventù.

La pietra fondamentale è stata posata il 7 novembre col cerimoniale di uso reso anche più solenne dalla presenza del Maresciallo d'Italia Luigi Cadorna, il quale, con la distinta Dama Marchesa Paternò, moglie di S. E. il ministro d'Italia in Egitto, che fu madrina, si degnò fungere da padrino.

La cerimonia s'iniziò con la Messa al campo celebrata da Don Michelangelo Rubino, superiore della Casa Salesiana al Cairo. Subito dopo, S. E. Mons. Giulio Girard, Vescovo e Vicario Apostolico del Delta del Nilo, che tanto incoraggiò la fondazione del nuovo istituto, accordando ai Salesiani ampia facoltà di missione nel nuovo quartiere dove non esiste ancora chiesa o scuola, tenne una breve allocuzione dichiarandosi lieto di presenziare la cerimonia per l'inizio di un'opera in cui egli vede l'aiuto della Provvidenza.

Parlò quindi il rev.mo D. Puddu, direttore, della Casa Salesiana di Porto Said, per rispondere a Mons. Vescovo e per ringraziare gl'intervenuti numerosissimi, fra cui figuravano il Superiore dei Missionari di Lione, il Superiore dei Missionari dell'Africa Centrale col Padre Tappi, che non cessò mai d'incoraggiare i Salesiani a stabilirsi in Cairo.

Dopo un breve esordio, Don Puddu espose in sintesi la vita e l'opera di Don Bosco e concluse rivolgendo un reverente saluto al Re, al suo Primo Ministro Benito Mussolini, a S. E. il Ministro d'Italia in Egitto, marchese, Paternò, a Cadorna, alla Medaglia d'Oro Ressi, alle Associazioni italiane di Cairo, e un pensiero di alta devozione a S. S. il Papa e di sentito ringraziamento al Re Fuad e al Governo Egiziano per la loro liberalità verso i Salesiani, alla contessa e contessina Cadorna per il grande onore portato con la loro presenza alla solenne cerimonia. Dopo le felicitazioni all'oratore si svolse la cerimonia della posa della prima pietra. Il Vescovo, Mons. Girard benedisse il masso che scavato dal Grappa, il monte sacro della guerra d'Italia, servirà sulle rive ospitali del grande Nilo a fare da base ad un nuovo edificio salesiano in cui s'insegnerà alla scuola di D. Bosco sai futuri uomini di domani, a sostenere le pacifiche lotte del lavoro e della virtù.

Terminata la cerimonia il comm. Don Michele Rubino prese la parola per ringraziare tutti gl'intervenuti e specialmente gli ospiti cospicui, le autorità egiziane per aver onorato la fausta cerimonia con la loro presenza, la Colonia italiana, augurandosi che l'Opera salesiana in Cairo abbia a svilupparsi e a dare quei frutti che dallo zelo e dall'attività dei figli di Don Bosco è lecito sperare.

Nella cerimonia resero importanti servigi i nostri ex-allievi, già costituitisi in Comitato al Cairo in numero di 15o. Essi moltiplicarono le premure per la buona riuscita della festa e misero anche mano alla borsa.