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domenica 7 ottobre 2007

Non le piace? Torni in Egitto!

Pubblico volentieri questo commento ricevuto ieri. La risposta si può leggere qui.

Gentile Sherif,

Sono d'accordo e non sono d'accordo con quanto lei afferma. Sono un elettore di sinistra (poverino e bamboccione anziché no) e concordo pienamente sul fatto che un'ondata ideologica marcatamente razzista e xenofoba sta permeando l'Italia. Personalmente non ho apprezzato il retrogusto razzista del post sul blog di Beppe Grillo né tanto meno le affermazioni contenute nella lettera del lettore "di sinistra, sposato con una rumena". Tuttavia questo è ciò che penso IO a riguardo. E, credo, anche ciò che pensa LEI. La differenza tra me e lei è però non da poco: pur non condividendo gli argomenti xenofobi che sempre più successo riscuotono nel nostro Paese (e che anche un populista come Beppe Grillo cavalca di conseguenza), ne ammetto la piena liceità.

Tento di spiegarmi meglio: credo che la discriminazione dei diritti tra Cittadini italiani e stranieri (anzi, extracomunitari, giacché i comunitari sono ormai equiparati in tutto e per tutto) abbia pieno diritto di cittadinanza nel dibattito politico. Un partito o un uomo politico che sostenga l'opportunità di discriminazioni su questa base non troverà mai il mio favore, ma si tratta di un mio convincimento personale. Personalmente sono favorevolissimo anche alla concessione del voto a TUTTI i cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) regolarmente residenti nel nostro Paese. Purtroppo la maggioranza degli italiani non la pensa così. E' argomento di dibattito. Sono punti di vista.

Sebbene a mio avviso non sia cosa auspicabile, mi pare naturale che in una certa misura chi è in possesso di cittadinanza, sul proprio territorio, abbia la tendenza a conservare per sé alcuni diritti (o persino privilegi) da essa derivanti. Si pensi a come si comportano gli Stati Uniti verso gli stranieri che intendono stabilirvisi per lavorare, al meccanismo delle Green Card (e in questo non c'entra niente l'11 settembre, è sempre stato così); si pensi alle regioni autonome: in Valle d'Aosta o nella Venezia Giulia (dove vige una discriminazione tra "zona A" e "zona B") i residenti locali, e SOLO LORO, hanno tariffe preferenziali per la benzina e contributi locali irrisori; si pensi al riconoscimento del diritto di cittadinanza comunitaria ai rumeni che in molti paesi europei è stato procrastinato (i governi nazionali ne avevano facoltà) mentre in Italia i rumeni sono stati riconosciuti comunitari a tutti gli effetti con decorrenza immediata.

Personalmente non ho alcuna simpatia per la discriminazione dei diritti in base alla cittadinanza, ma ammetto che anche la posizione opposta alla mia ha le sue validissime ragioni ed è perfettamente lecita. Oltre ad essere in questo momento maggioritaria. Non posso invece concepire come un cittadino extracomunitario (nella fattispecie egiziano) possa stabilirsi in Italia per motivi di studio e lavoro e per questo si senta in diritto di PRETENDERE uguaglianza di trattamento. Questa vi potrebbe essere SOLO SE la maggioranza degli italiani la pensasse come me in materia, ma come è evidente in realtà non è così, purtroppo.

Possiamo discutere su quali siano i motivi del pregiudizio che gli italiani nutrono verso gli stranieri. Oltre alla volontà di conservare per sé alcuni vantaggi c'è indubbiamente l'effetto perverso di una certa propaganda mediatica che i fatti seguenti all'11 settembre (con la mai abbastanza deprecata teorizzazione dello "scontro di civiltà") hanno acuito sensibilmente. Su questo terreno possiamo convenire. Ciò non toglie che la decisione di frapporre o eliminare le barriere discriminatorie per coloro che non sono in possesso di regolare passaporto UE può essere soltanto una decisione democraticamente presa dai soli cittadini di un dato Paese, entro i limiti e in virtù dei diritti derivanti dalla sovranità nazionale. E' così in tutte le zone del globo, perché non dovrebbe esserlo qui in Italia? Lei mi dirà che, in Italia, è più dura per un egiziano che per un cittadino italiano magari con meno capacità e titoli. 'Mbé? E' verissimo, e la cosa a me personalmente non piace, ma non c'è nulla di scandaloso in questo. Non si tratta certo di un caso isolato nel mondo.

Non le piace? Torni in Egitto e viva sereno, altrimenti accetti le condizioni a volte umilianti cui gli stranieri sono sottoposti auspicando (e non pretendendo) un mutamento del clima culturale e del quadro legislativo.

Saluti
Alessandro

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