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lunedì 29 ottobre 2007

Opportunità pastorale

Qualcuno sottolinea malignamente che nella "ricorrenza non casuale della marcia su Roma e dell'avvento del fascismo" e cioè ieri, la Chiesa Cattolica ha beatificato - come preannunciato e nonostante le polemiche - tutti insieme 498 martiri franchisti, ponendoli sul percorso di una possibile santificazione. Con questa azione, la Chiesa ha rievocato in modo dirompente i ricordi di un conflitto che ancor oggi divide la Spagna. Molti di quelli dichiarati martiri erano infatti preti e suore uccisi da militanti di sinistra nell'escalation della guerra fra 1936 e 1939, poiché accusati di essersi schierati con Francisco Franco nel conflitto, scoppiato dopo un colpo di Stato del generale contro il governo di sinistra della Repubblica spagnola e la sua ascesa al potere come dittatore. "La gerarchia della Chiesa Cattolica sta perdendo un'occasione per riconoscere pubblicamente le sue responsabilità nel sostegno al golpe militare di Franco ed alla sua dittatura", ha detto l'Associazione per la Memoria Storica, che ricerca fosse comuni in cui si trovano vittime delle forze di Franco. La Chiesa, invece, insiste sul fatto che una cerimonia religiosa non va confusa con una dichiarazione politica.

Ciononostante, un gruppo di aderenti ai centri sociali ha protestato davanti a una chiesa frequentata da fedeli dell'Opus Dei a Roma e il tutto è finito in rissa all'uscita della messa. I manifestanti avevano esposto uno striscione davanti alla chiesa Sant'Eugenio in piazza delle Belle Arti con scritto: ''Chi ha ucciso, torturato e sfruttato non puo' essere beato''. Insieme allo striscione è stata esposta una riproduzione su un pannello di due metri per cinque della Guernica di Picasso. Quando i fedeli cattolici sono usciti dalla chiesa, al termine della funzione religiosa, la protesta ha provocato la loro ira. Una trentina di fedeli ha urlato e strappato lo striscione e fatto a pezzi la riproduzione del celebre dipinto. Secondo quanto riferito da aderenti ai collettivi, i cattolici avrebbero quindi ''aggredito anche fisicamente i giovani e inneggiato a Franco''. A quel punto la rissa è stata sedata dall'intervento delle forze dell'ordine. I carabinieri, precisamente l'Ottavo Battaglione Lazio che stava andando a prendere servizio allo Stadio Olimpico, ha fermato ed identificato alcune persone quindi sequestrato una cassetta su cui era stato registrato lo scontro.

Non voglio entrare nel merito della beatificazione, e tanto meno commentare la singolare rissa fuori dalla Chiesa. Voglio solo rilevare che non è la prima volta che la Chiesa prende decisioni che suscitano perplessità e malumori. Gli esempi, di questi tempi, si sprecano ma uno in particolare va ricordato: il funerale negato a Welby, con la scusa che "Si tratta di un caso troppo clamoroso", come spiegato dal viceparroco della chiesa di Don Bosco dove la vigilia di Natale dovevano svolgersi le esequie. Ricordo questo episodio perché è di cronaca recente anche tutta la polemica su Pavarotti, la sua eredità e soprattutto il suo funerale. Un lettore di Famiglia Cristiana (ma ho letto una lettera di tenore simile anche su, credo, Panorama) aveva posto sul numero 38 del 23 settembre 2007 un quesito molto semplice: "Perché Pavarotti, divorziato e convivente pubblicamente con un'altra donna, riceve in una cattedrale solenni funerali religiosi? (...) Perché altri pubblici peccatori non sono stati ammessi in chiesa? (...) Due pesi e due misure! Mi viene da pensare che la Chiesa è forte coi deboli e debole coi forti. La promessa matrimoniale "nella buona e nella cattive sorte, finché morte non vi separi" è ancora valida o si tratta di uno scherzo?". La risposta del prete è tutto un programma: "La decisione di celebrare in forma religiosa e solenne i funerali di Pavarotti ha provocato scandalo in alcuni fedeli. E' ipotizzabile che le autorità ecclesiastiche l'abbia previsto. Probabilmente hanno valutato che non concedere il funerale religioso ad un personaggio cosi in evidenza sul palcoscenico del mondo sarebbe stato uno scandalo ancora maggiore (...) No: la Chiesa non ha mai scherzato né scherza quando ripete che il matrimonio cristiano è indissolubile. (...) Una scelta di opportunità pastorale non mette in discussione la dottrina ecclesiale". Insomma, Pavarotti era troppo ricco e famoso per negargli un funerale religioso. Alla luce di questa risposta che di fatto sembra dare ragione al povero fedele disorientato, credo di poter affermare che la Chiesa ha ragione quando insiste sul fatto che una cerimonia religiosa non va confusa con una dichiarazione politica. E' solo questione di "opportunità pastorale".