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sabato 13 ottobre 2007

Tremiamo nel leggere Allam

Il seguente brano è tratto dal magazine Formiche. Pubblicazione che non gode del finanziamento pubblico all'editoria e non è organo di alcun partito o movimento politico, Formiche è una rivista che si occupa di politica, economia, esteri e società. Nata nel 2004 come bimestrale, oggi ha periodicità mensile. Formiche è, piú in generale, un progetto culturale ed editoriale che si è arricchito con una collana di libri (in collaborazione con Marsilio), una trasmissione radiofonica (Radio24) e interventi sui principali quotidiani italiani. Animatori di quest'iniziativa sono un gruppo di giovani trentenni con passione giornalistica e civile.

U
n anno fa, noi di Formiche abbiamo avuto l'incredibile onore di intervistare il premio Nobel per l'economia Amartya Sen. In una Mantova assolatissima, il grande professore con il cuore diviso tra occidente e oriente, ci raccontò uno dei suoi primi ricordi nella città di Londra, dove ha studiato, insegna e vive tuttora. "La mia landlady era una donna sola, bianca e molto conservatrice - ci raccontó sorridendo - ed era anche molto educata e rispettosa della privacy. Aveva accettato di ospitarmi perché si trovava in un momento di grande difficoltà economica, e si era vista arrivare questo indiano, scuro scuro rispetto ai tratti eterei ai quali era abituata. Non mi aveva detto nulla e, anzi, era sempre affabile e gentile. Notai, peró, che ogni volta che uscivo dal bagno dopo aver usato la vasca per le mie abluzioni, lei correva su per le scale ad ispezionare la stanza. Non chiesi nulla, finchè non vidi che il suo non era un atteggiamento casuale. Allora, incuriosito, le chiesi perché controllava il bagno dopo il mio utilizzo della sua vasca vittoriana. In modo molto sereno e senza tergiversare, mi rispose che era seriamente preoccupata che io potessi stingere e macchiarle la sua magnifica e bianchissima vasca. Io non le dissi nulla. Era stata onesta e gliene ero grato. Non era razzista, era semplicemente molto preoccupata. Dopo circa un mese, durante la colazione, con un gran sorriso stampato sulle labbra mi disse che non avrebbe piú controllato la vasca, perché - evidentemente - gli indiani non stingono! Poi si versó il thè ed io continuo ad avere di lei e di quegli anni un magnifico ricordo". La storia del professor Sen ci torna in mente oggi che si riapre il dibattito burqa-non burqa. E ci torna in mente perché quell'antico ricordo del Nobel indiano, in realtà era il preludio alla sua teoria economica piú importante, basata sul concetto di "multiculturalismo". Il multiculturalismo non è l'integrazione o la tolleranza tout-court, ma è altro. È esattamente quello che ha fatto quella signora apparentemente un po' razzista. Il multiculturalismo non è aprire scuole islamiche, come invece credono anche nella democratica e liberale Inghilterra, ma è - secondo Amartya Sen - quella filosofia e quelle politiche che evitano di frazionare gli individui e ridurli ad una sola dimensione. Ragazzini di famiglie musulmane che vanno in scuole islamiche, come possono percepirsi "altro" all'infuori della loro religione? Eppure sono necessariamente anche "altro", ma se non gli viene insegnato, il loro futuro sarà per forza basato sulla logica ferrea del settarismo e dell'intransigenza. Dunque, permettere di aprire scuole islamiche a Londra non è un atto di tolleranza, bensí un atto di chiusura. La chiusura di quella determinata comunità in una bolla etichettata e quindi solo apparentemente "sicura". Il burqa in Italia non puó essere indossato, e questo non perché i musulmani sono pericolosi, ma perché lo dice la nostra legge. Dobbiamo sempre essere tutti identificabili, in qualsiasi momento. Il dibattito, dunque, si dovrebbe ridurre solo a questo. Non è una questione di valori, di democrazia, è - molto banalmente - una questione di legalità e, anche e soprattutto, un approccio corretto al "multiculturalismo". Tremiamo nel leggere gli anatemi di Magdi Allam, che parte dal burqa e arriva a mettere sotto lo stesso velo terroristi e seguaci del corano. Questa è l'antitesi perfetta del multiculturalismo. Il burqa è proibito, ma possiamo sempre insegnare alle donne musulmane che esistono altri approcci alla "femminilità" e che possono tranquillamente vivere la loro dignità di donne anche senza quella gabbia che impedisce di coglierne gli sguardi. Certo, è un processo molto più lungo e anche più difficile, ed è molto piú semplice fare le lotte di quartiere contro il diverso. Da Formiche, per nostra natura, andiamo passo dopo passo, mollica dopo mollica e alla fine riusciamo a riempire il magazzino per l'inverno. I teorici della scontro tra civiltà alla Magdi Allam cantano, in realtà, come sterili cicale e prima o poi, si sa, l'estate passa.