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martedì 6 novembre 2007

Farsi dieci tucul (rumeni) (I)

Nell'ormai quotidiano bailamme mediatico che coinvolge i rom e i rumeni (attentati inclusi), hanno perso il loro "impatto" e "fascino" mediatico anche altre notizie, non per questo meno preoccupanti: per esempio quella del tenente colonello in pensione che si è appostato sul terrazzo di casa per sparare ai passanti - bimbi inclusi - e che una volta arrestato (dopo aver fatto ben due vittime e diversi feriti) si è scusato per quello che "ha combinato", trovando giustificazioni e persino comprensione nell'opinione pubblica con la scusa che sarebbe un "folle depresso". Eppure anche il rom accusato del delitto Reggiani era stato riformato dal servizio di leva in Romania per disturbi della personalità, e - viste le condizioni in cui viveva - aveva motivi ben più seri del Serial Killer italiano (non saprei come definirlo diversamente) per essere "depresso". Si è persa anche la notizia del suicidio di un ragazzo di 14 anni preso di mira dai suoi compagni perché "troppo bravo": il giovane era stato infatti più volte deriso per la media del 9 conseguita in diverse materie e fra le "accuse" a lui rivolte anche il fatto che volesse entrare sempre in classe, anche nei giorni di "sciopero". Inutile dire che alle elezioni studentesche non ha preso manco un voto. Infine la lettera-appello al Ministro Fioroni che denuncia le intimidazioni e le aggressioni, da parte di gruppi di estrema destra, nei confronti degli studenti di alcune scuole romane. Nella lettera viene tra l'altro definito inaccettabile che "ai diversi livelli della rappresentanza studentesca si candidino gruppi dichiaratamente fascisti, che talvolta prendono persino le difese del Terzo Reich".

Notizie diverse, ma ricollegabili - tutte - al clima che si sta respirando in questi giorni (e non solo) in Italia. Un crescendo di mediocrità che trova sfogo nell'intolleranza, nella xenofobia e nel razzismo, con bande di fanatici che si insinuano persino nelle scuole e che guadagnano consensi con raid punitivi implicitamente incoraggiati e aizzati anche dai politici di ogni colore e dai mezzi di informazione. Un delirio che va in onda da giorni - se non da anni - aggravandosi sempre di più, e per questo giustamente stigmatizzato in tutto il mondo, facendo fruttare all'Italia non solo le sacrosante proteste del Premier romeno, ma anche una Prima pagina sull'Independent che mette all'indice il comportamento indegno seguito all'assassinio della moglie di un comandante della Marina in Italia. In realtà, ciò che succede oggi non è nuovo. E' solo una riedizione - per ora ridotta e parzialmente sotto controllo - di quanto accaduto in Etiopia il 19 febbraio 1937 dopo il fallito attentato al neovicerè Graziani. Anche in quel caso i politicanti italiani chiesero "ordine e sicurezza" e in tutta Italia si chiese un "ripulisti generale", molto simile a quella invocato oggi dai lettori dei quotidiani nazionali oltre che in un delirante messaggio pubblicato "in primo piano" sul forum di Magdi Allam sul Corriere, dove un lettore afferma - dopo il solito "non sono razzista ma..." - che tornerebbe "volentieri al vecchio Hammurabi con la sua bella legge dell'occhio per occhio e dente per dente, altro che comprensione e sostegno psicologico: c'è da fare un po' di pulizia e vedrete che si svuotano anche le prigioni così c'è posto per tutti" prima di aggiungere che "se prendessero meglio la mira prima di accoltellare qualcuno, probabilmente mi ritroverei ad applaudire". Leggi la Seconda Puntata