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venerdì 2 novembre 2007

I Lupi feroci siete voi

L'ultimo intervento pubblico di Don Oreste Benzi prima di morire è stato riservato alla morte della donna seviziata a Roma. "Al di là dell'emozione bisogna però usare la ragione" aveva giustamente commentato il sacerdote. L'associazione Papa Giovanni XXIII da lui fondata opera in Romania da una decina d'anni. "I funzionari della polizia romena con i quali collaboriamo nel rimpatrio delle giovani romene da noi liberate (nel 2006 ne abbiamo riportate in patria 60) ci dicono: "i lupi feroci siete voi italiani. Voi oggi in Italia sbranate più di 30.000 ragazze romene, metà sono bambine. Siete voi che foraggiate, mantenete i criminali romeni che le sfruttano e le tengono schiave con almeno duecento milioni di euro all'anno di guadagno. Sono i vostri maschi italiani che pagano i delinquenti romeni. Noi dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l'anno perché massacrate le nostre bambine. Siete voi italiani delinquenti che chiamate i nostri delinquenti romeni, e i vostri delinquenti sono molto, ma molto di più dei nostri". Don Benzi aveva chiesto al ministro dell'Interno "di emanare un decreto urgente con la precisazione di tutti gli atti di favoreggiamento e di adescamento, compreso li sequestro della macchina del cliente, che sono oggi impuniti, in modo da rendere impossibile al cliente l'avvicinarsi alle donne". E' rimasto inascoltato. "Un altro errore gravissimo - aveva ancora ammonito - si sta compiendo oggi: lo sgombero dei campi nomadi senza avere prima preparato loro il posto dove collocarli. Così aumenta il disagio e si accresce la criminalità".

Effettivamente su tutti i principali quotidiani è un tripudio di titoli gaudenti: "Romeni, via agli sgomberi", "Al via lo sgombero nelle baraccopoli", "Migliaia di baracche demolite", "Migliaia di espulsioni previste". Sembra di assistere ad una rappresaglia di massa. Per colpa di un rom che si è macchiato di un efferato delitto - tra l'altro arrestato in tempo utile grazie alla segnalazione di un altra nomade, e questo non va dimenticato - verranno buttate per strada migliaia di persone, molte delle quali lavoravano onestamente, seppur in nero, proprio come la donna che ha permesso di arrestare il criminale (andava a fare le pulizie in casa). La rappresaglia di massa viene attuata, non a caso, dopo una feroce escalation mediatica, che ha visto persino Beppe Grillo blaterare di "sacri confini della Patria". Anche Enrica Rigo (Università di Roma Tre) sottolinea come "il fatto di cronaca sia caduto un po’ come “la ciliegina sulla torta”. La campagna anti-rumeni, è il caso di dirlo esplicitamente perché di questo poi si tratta, va avanti in Italia ormai da alcuni mesi. (...) rispetto all’ingresso in Italia dei neocomunitari è successa in realtà una cosa abbastanza strana. Negli ultimi anni e negli ultimi mesi si era preparati ad una forte campagna anti-islamica, su cui particolramente puntava la destra, e ci si è trovati invece davanti a quello che è in effetti un fenomeno nuovo per l’Italia. La comunità rumena, infatti, è diventata in breve tempo dall’allargamemto quella più rappresentata in Italia".

Infatti anch'io sono meravigliato del fatto che dopo sei e passa anni di pubblicità similare (e cioè demonizzatrice) avente come bersaglio i musulmani, non si sia ancora arrivati alle deportazioni in massa che si stanno consumando in queste ore. L'Italia è l'unico paese al mondo - credo - in cui un immigrato prega, quindi si sente sollevato, non appena scopre che il delitto mediatico del momento è stato compiuto da qualcuno appartenente a qualche altra etnia più sfigata della propria. Stavolta è il turno dei rom, domani chissà. L'aspetto vergognoso di tutta la faccenda è che i problemi vengano lasciati proliferare e moltiplicarsi fin quando non accade qualcosa di grave - in questo caso l'uccisione della moglie di un comandante della Marina, e anche questo non va dimenticato - per poi agire nel peggiore dei modi possibili, ovvero con deliranti editoriali che generalizzano, fanno di tutta l'erba un fascio, criminalizzano gli immigrati tutti - regolari e non - e quindi applaudono a manovere disctubili che saranno foriere di problemi ancora più gravi, come giustamente segnalato da Don Benzi in punto di morte. Sergio Romano, in uno dei pochi editoriali equilibrati e intelligenti apparsi in queste ore, ha giustamente sottolineato che "la denuncia del «pericolo romeno», presente nelle parole di Veltroni, rischia di rafforzare prevenzioni ingiuste e pregiudizi xenofobi. Governo e partiti debbono ricordare che in Italia non esiste soltanto la criminalità dell'immigrazione. Esiste anche una «sindrome Blocher », dal nome del leader svizzero che ha riscosso un considerevole successo nelle ultime elezioni federali con la sua campagna contro gli stranieri. A questa xenofobia, di cui cominciano a intravedersi alcune brutte manifestazioni, non bisogna offrire occasioni e pretesti. Il governo ha il diritto di cacciare gli indesiderabili, ma deve dire chiaramente al Paese (come ha fatto ieri il presidente del Consiglio con un particolare riferimento alla comunità romena) che i «desiderabili », nelle file dell'immigrazione, sono la stragrande maggioranza e meritano di essere accolti come tali"

"Gli ultimi sono coloro ai quali nessuno pensa. E se ci pensa, pensa male". Don Oreste Benzi.