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giovedì 29 novembre 2007

Il razzismo è fra noi

Un popolo di razzisti
di Flavia Amabile, La Stampa

Il razzismo è fra noi. Non cercate scuse, non affaticatevi a tirare fuori prove di tolleranza, il razzismo è ormai radicato dentro ognuno di noi. Chi più, chi meno, ci sono razzisti attivi e razzisti passivi ma, come i fumatori, abbiamo tutti assorbito la nostra dose.

Prendiamo il delitto di Meredith. C'è Patrick Lumumba, congolese, che se ne stava buono buono nel suo pub finché un giorno una ragazza americana decise di coinvolgerlo in una storia enorme, gli costato dieci giorni di galera. E la spiegazione? 'Perchè sono nero' , dice lui. E non è l'unico a sostenerlo. Prendiamo Raffaele Sollecito, altro giovane finito in galera con l'accusa di aver partecipato all'omicidio. Giura e spergiura di essere del tutto estraneo. Ha trascorso la sera a lavorare sul pc, si era fatto toppe canne, comunque non è stato lui a uccidere Meredith, ripete. La spiegazione sul perchè sia finito in carcere? 'Perché sono terrone', afferma. Più o meno lo stesso è accaduto all'epoca dell'omicidio di Erba con Azouz, il marito della vittima, coinvolto all'inizio solo perchè tunisino e in molti altri casi ancora di cronaca nera.

Ma prendiamo anche qualcosa di meno cruento di un delitto, un'idea di quelle molto in voga nella roma veltroniana: i menu nelle scuole. Si era partiti all'inizio dell'anno scolastico con un progetto pilota, i pranzi etnici, far provare ai bambini del cibo esotico una volta al mese. Il via ad ottobre con i piatti bengalesi: riso basmati e pollo al curry. Il giorno dopo proteste da parte dei genitori preoccupati per lo scarso apporto nutritivo del pasto e da parte dei politici del centrodestra furiosi per questi 'tentativi di integrazione forzata'. Le polemiche sarebbero rimaste al livello di mamme in ansia se non fosse intervenuto l'omicidio della Reggiani, la donna stuprata e poi uccisa da un rom. E se - per sfortuna degli organizzatori del progetto - il menu di dicembre non fosse stato proprio quello romeno: involtini di riso e carne con foglie di cavolo, sformato di patate e wurstel e torta di noci al cioccolato. Si sono scatenate polemiche che andavano ben oltre degli involtini di riso e uno sformato di patate, il progetto è stato sospeso, poi - dopo lunghe sedute e compromessi - pare che infine riprenda ma solo a condizione di prevedere anche un pranzo italiano per non scontentare le mamme angosciate e i politici alle prese con gli elettorati.

Prendiamo, infine, un manifesto di Forza Nuova. C'è scritto: 'Se fosse tua madre, tua moglie o tua figlia?' su una foto di una donna aggredita da qualcuno. E poi: 'Chiudere i campi nomadi, espellere i rom. Subito!'. Sarebbe facile obiettare che - come ho scritto due post fa - la violenza in famiglia è la prima causa di morte per le donne d'Europa, non quella da parte dei rom. Sarebbe facile anche obiettare che in Italia una donna su tre ha subito violenze sempre in famiglia non da parte di un extracomunitario. Non obietterò nulla perché ho scoperto una discussione sul manifesto e sul suo contenuto proprio da parte di un gruppo di donne, una comunità di sorellanza, ovvero di solidarietà al femminile. Le trovate sul sito Sister's insieme con il dibattito che mi ha stupita. In genere sono molto schierate, fiere, attente, proprio per questo la loro discussione mi ha fatto pensare che se ammettono di star diventando anche loro un po' razziste' allora forse la sicurezza è arrivata a livelli di guardia, le donne non ne possono più e davvero non c'è molto da fare: passiva o attiva, l'intolleranza si sta insinuando fra noi.