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mercoledì 14 novembre 2007

La sceicca femminista

di Andrea Garibaldi, Il Corriere

La sceicca Moza bint Nasser al Missned è alta e cammina su tacchi a spillo vertiginosi, cosicché si è appena slogata una caviglia. Su questo ha scherzato ieri, in una sala della sua «Fondazione per l’educazione, la scienza e lo sviluppo della comunità», con il presidente italiano Giorgio Napolitano. (...) A Napolitano, al ministro del Commercio estero Emma Bonino e al sottosegretario agli Esteri Ugo Intini ha detto ieri con fierezza di essere appena diventata nonna, grazie alla figlia Mayassa, che ha partorito negli Stati Uniti, naturalmente. La visita di Stato in Qatar di Napolitano ha sullo sfondo motivi economici e culturali. (...) Ha raccontato Napolitano dopo l’incontro: «La sceicca e il marito sono innamoratissimi dell’Italia». L’emiro e la sceicca in Italia hanno acquistato l’hotel Gallia a Milano, là dove avveniva il calcio-mercato. Parteciperanno alla valorizzazione del quartiere milanese attorno alla stazione. Hanno comprato un intero palazzo in pieno centro a Roma. La sceicca Moza sta cercando di cambiare—piccoli passi e regali concessioni— il ruolo sottomesso e riservato delle donne nel Golfo. Era a scuola con le sorelle dell’emiro, che ne decantarono le doti. «Progresso culturale e emancipazione femminile sono i due poli della sua azione», dice Emma Bonino. Moza ieri ha inaugurato la mostra «Italian Style dressing body and daylife», moda e design, organizzata a Doha dai nostri ministeri degli Esteri e dei Beni culturali e nella quale, a cura del Commercio Estero, c’è un’esposizione tridimensionale su Leonardo, per mettere in luce che il talento italiano si esprime, da 500 anni, anche nella meccanica. Moza ha promosso la Fondazione per l’educazione, dove operano cinque importanti università americane e che ha già contatti con il Politecnico di Milano e con le università di Trieste e di Torino. (...) Moza ha creato nel maggio di quest’anno l’«Arab foundation for democracy», per promuovere la trasformazione delle istituzioni del suo paese. L’emiro sembra approvare il riformismo della moglie. Da otto anni le donne votano, in Qatar. Qui le donne guidano l’auto, mentre nella confinante Arabia Saudita non possono. E forte, seppur discreta, è la spinta che Moza imprime al ridimensionamento della poligamia. (...)