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martedì 27 novembre 2007

Tutto cambia

L'altro giorno ho scritto un post molto breve che ha inaspettatamente suscitato forti reazioni fra i lettori. Il post era intitolato "Miracolo" e recitava: "Alleluia! Un articolo - condivisibile - di Magdi Allam!". Il riferimento era all'ultimo editoriale del Vicedirettore onorario del Corriere che denunciava il rischio per alcune giovani ragazze arabe "nate in Italia o arrivate quando erano ancora piccine, che sono cresciute e hanno studiato qui da noi, che considerano l'Italia come la loro unica vera patria di essere allontanate da un momento all'altro nel loro Paese d'origine - che non conoscono affatto e di cui non parlano la lingua - perché prive del permesso di soggiorno". Ebbene, un lettore di questo blog mi ha scritto - assieme a qualcun altro - per dirmi di aver: "veramente apprezzato il tuo consenso all'articolo di Magdi Allam perchè a quanto pare anche lui di base condivide gli stessi problemi che tu sottolinei, al di là delle visioni divergenti sulla politica estera. Spero che questa parziale condivisione di idee continui, anche perchè mi pare di capire che il vostro background culturale e formativo (e anche giornalistico) sia molto simile." Altri invece hanno scritto preoccupati sottolineando che l'articolo in questione aveva come sottotitolo: "Padri violenti e poligami" e che quindi altro non era che un escamotage per propinare di nuovo il tema della poligamia e della violenza sulle donne in linea con la versione stereotipata e pregiudiziale che viene data del mondo arabo sui media occidentali. Queste reazioni mi spingono a chiarire alcuni punti. Anche se in giro sul web vengo ritenuto un "acerrimo nemico di Magdi Allam", di fatti non lo sono. Sono un feroce critico delle idee e dei piani politici di Magdi Allam, questo si. Proprio per questo, se Allam - in un raro momento di lucidità - mostra di condividere un principio o una battaglia in cui credo, non ho nessuna difficoltà a dirlo. In questo caso, Allam sta di fatto chiedendo che ai giovani figli di immigrati, nati e cresciuti in Italia, venga data la cittadinanza o quantomeno una prospettiva di vita stabile. Chi legge questo blog sa che questa è una battaglia che appoggio incondizionatamente: non è ammissibile rimandare i figli degli immigrati, che si considerano - e che sono - perfettamente italiani, in paesi "di origine" che loro non hanno mai visto o che hanno brevemente conosciuto durante le vacanze estive. I lettori si ricorderanno anche di quella serie di articoli in cui sostenevo la necessità di concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati, proprio per impedire che i genitori si accaniscano sui figli nel tentativo di trasmettere e inculcare loro modelli di vita direttamente riconducibili ai paesi di origine, nella convinzione che prima o poi saranno costretti a tornarci. Come posso, quindi, non condividere l'appello di Allam, e persino quello della "mitica" Souad Sbai di "aiutare queste ragazze e queste madri. Sono italiane come tutti gli altri italiani. Diamo loro una Carta di soggiorno a tempo indeterminato nell'attesa che possano ottenere la cittadinanza. Liberiamole dall'angoscia di un documento che sta per scadere o che non hanno mai avuto. Facciamolo prima che la disperazione prenda il sopravvento e comincino a odiarci per la nostra insensibilità?"

Alcune delle affermazioni e delle battaglie di Allam potrebbero essere condivise dal sottoscritto se venissero presentate con un po' più di decenza. E potrei persino prendere in considerazione l'idea di parlarne bene, se decidesse di adottare una linea univoca, al posto di contraddirsi ogni volta che le cose non vanno nella direzione da lui auspicata. Il vero motivo per cui non mi sbilancio più di tanto sulle cause apparentemente condivisibili proposte di volta in volta da Allam è la confusione del contesto in cui vengono proposte, la debolezza degli argomenti che vengono portati a loro sostegno e la scarsa credibilità del promotore. Chi si fa paladino di una causa dovrebbe goder di credibilità, altrimenti finisce per danneggiare la causa stessa: e chi meglio di Allam per danneggiare una causa? Ha ragione il lettore quando sottolinea che il mio "background culturale e formativo (e anche giornalistico)" è molto simile a quello di Allam. Proprio per questo sono in grado di capire quando tenta di rifilare una patacca. Ma anche un lettore italiano sarebbe in grado di farlo: basta che legga l'Allam di appena 4 anni fa, quello che non aspirava a diventare "Ministro dell'immigrazione" con Forza Italia e che non andava a ritirare premi a Tel Aviv. Prendete per esempio la manifestazione "Salviamo i cristiani del Medio Oriente": nell'editoriale in cui la annunciava, Allam aveva sostenuto che "Più in generale, in quasi tutti i paesi musulmani, dall'Algeria al Pakistan, dall'Indonesia alla Nigeria, dall'Arabia Saudita alla Somalia, i cristiani sono vittime di vessazioni e discriminazioni". Ebbene, pensate che il 1 ottobre del 2003 - proprio sul suo forum - Allam rispondeva ad un lettore che denunciava la "persecuzione" dei cristiani dicendo: "le sue conoscenze sulla realtà dei cristiani in Medio Oriente sono sbagliate. I cristiani sono parte integrante della realtà del Mondo arabo e del Medio Oriente. Ovunque godono della libertà di culto, con la sola eccezione dell'Arabia Saudita". Ho scoperto quella risposta ed altre ancora recentemente, nel periodo in cui il sito del Corriere veniva aggiornato graficamente. Adesso putroppo non è più possibile risalire ai contributi vecchi più di un anno fa, ma io ho conservato tutto. Ebbene, Allam ci dovrebbe spiegare che cosa è cambiato dal 2003. Non può dire che c'è stato l'11 settembre 2001, poiché la sua risposta al lettore risale a due anni dopo l'11 settembre. Non può dire che ci sono stati cambiamenti politici, poiché governi e governanti del mondo islamico sono sempre gli stessi, e la loro politica nei confronti dei cristiani non è cambiata. Anzi, in molti casi, proprio a causa delle pressioni statunitensi, le politiche nei confronti delle minoranze sono addirittura migliorate. Dov'è, quindi, questa "persecuzione" allargata per cui Allam ha inscenato una manifestazione (tra l'altro fallita) a favore dei cristiani? Oppure è solito cambiare versione ogni due anni, cosi come ha fatto con la sua truppa di musulmani moderati, diventati quasi tutti, nel giro di pochi mesi, scalmanati integralisti dissimulatori? Un lettore sotto il post "Miracolo" affermava: "dopo la tempesta, la (temporanea) riconciliazione. Bene, vedremo se e quanto dura...". Durerà fino alla nuova versione di Allam sul tema della cittadinanza ai figli degli immigrati. Non mi faccio nessuna illusione.