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domenica 18 novembre 2007

Una vergogna condivisa

Ricevo via email e pubblico volentieri.

Capita a tutti in preda alle emozioni di agire in un modo e, ad una successiva riflessione, di accorgersi di aver sbagliato. Penso alla "gogna mediatica" che i Mass Media adoperano nei confronti del nemico del momento, i rumeni o rom, che per noi italiani tanto è uguale come confondere un napoletano con un trentino. Il mostro è rumeno, Nicolae, come lo è anche la persona che lo ha denunciato. Ma non importa, per dirla alla Gentilini, "fora di ball".

E ripenso ad Azouz, vittima anch'egli della strage di Erba, scampato in tempo ad un linciaggio mediatico che avrebbe investito frontalmente anche tutti gli islamici, marocchini o tunisini, che per noi italiani tanto è uguale. Ma stavolta i mostri sono come noi, non sono diversi. Peccato, non è una buona notizia sapere che è difficile riconoscere un mostro. Non è sufficiente il colore della pelle, neanche la lingua che parla ci aiuta. Allora?

Il punto è che se mi accorgo di aver sbagliato, oltre a scusarmi per l'errore commesso cercherei di evitare di ricaderci. I giornalisti no. Che sia malafede o mancanza di deontologia? Personalmente credo che sia una più irritante cialtroneria da aspiranti stregoni, in linea con la cultura che entra nelle nostre case quotidianamente, vomitata dalle immancabili scatole magiche. Cultura da "fast-food", da consumo, per assecondare le nostre emozioni, i nostri appetiti, piuttosto che indurci a riflettere. Una vera vergogna mediatica, quella del nostro giornalismo intendo.

Grazie per avermi ascoltato, per aver condiviso la vergogna che provo.

Mario B.