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venerdì 21 dicembre 2007

I dolori del "giovane" Allam (II)

Leggi la Prima Puntata

Dopo aver seriamente riflettuto sulla sua "attività professionale", Magdi Allam è passato direttamente a chiedere un nuovo ministero, quello dell’ "Immigrazione, Integrazione e Cittadinanza". Nell’intervista concessa recentemente al Giornale si lamenta: “Nel 2005 dissi a Berlusconi che ero disposto a un’esperienza politica se avesse creato un ministero dell’Identità nazionale e dell’Integrazione. L’idea gli piacque molto. Ma fu dissuaso da Pisanu, offeso dai rimproveri che gli avevo mosso per aver inserito l’Ucoii nella Consulta islamica. Adesso lo ha creato Nicolas Sarkozy in Francia, quel ministero, con la stessa denominazione. Dovrei rivendicare il copyright”. Nei sei mesi precedenti l’incontro, Allam aveva tempestato di chiamate Antonio Martino, Letta, Pera, Formigoni, Cicchitto e Confalonieri nel disperato tentativo di incontrare il Premier. Finalmente ci era riuscito, ma - purtroppo per lui, fortunatamente per gli immigrati - finisce male: Berlusconi lo rimanda a casa con una pacco di cravatte Marinella sotto il braccio. Il nostro si è convinto che a stroncare i suoi piani politici sia stato Pisanu e da quel giorno ce l’ha con lui. Povero Pisanu. Arrivano quindi le elezioni, e cambia il governo. Altro che Ministero, per Allam è un disastro.

Un passo indietro: nel mese di marzo del 2006, il precedente ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, aveva deciso di dare vita a un comitato su 'Scuola e legalità'. Come esperto per le questioni che riguardano le comunità islamiche la Moratti aveva scelto proprio Allam. Dopo le elezioni, ovviamente, è stato scaricato. Ora si accontenta di parlare di queste tematiche dopo le cene dei Lions. Cito testuale da un loro bollettino: "Non sono mancate poi interessanti conferenze su problematiche sociali come quelle riguardanti i temi sulla famiglia e scuola: ricordiamo in queste le presenze dell’ex calciatore Giovanni Galli e Magdi Allam". A quanto pare Allam ha inaugurato una nuova specializzazione: "Il calcio islamico". L'uomo, infatti, è riuscito a finire persino da Biscardi, per dirci cosa pensa Bin Laden del Mondiale di Calcio. Dopotutto, non è goda di questa buona reputazione, da parte dell’attuale maggioranza. Anche il giornalista che lo intervista glielo ricorda: In un’interpellanza il senatore Luigi Malabarba di Rifondazione comunista ti ha dipinto come un mitomane” (Anche quell’interpellanza fu oggetto di un mio scoop su Il Manifesto, ripreso dal Foglio). A rappresentare le comunità islamiche all'interno della commissione ministeriale che si è occupata del problema del bullismo viene quindi chiamata Huda Dachan, figlia del presidente dell'Unione delle Comunità islamiche in Italia (UCOII), Nour Dachan, a sua volta consulente del Ministro dell'Interno, membro della commissione Intercultura e dialogo del comitato nazionale 'Scuola e legalità' nonché collaboratore del Ministro Fioroni. Oltre che acerrimo nemico giurato di Magdi Allam. O almeno, è Allam che lo considera tale.

Magdi Allam è tornato quindi a fare ciò che gli riesce meglio: denunciare nei suoi comizi i "musulmani di professione" che lo fanno solo per soldi e per il potere sociale che ne consegue»". Detto da lui non possiamo che credere alla loro esistenza. D'altronde Allam non fa mica il "musulmano di professione". Lui è - stando al giornalista che lo intervista - solo "Un musulmano che ragiona da cristiano". Un musulmano che, tra l'altro, afferma di non essere "mai stato praticante. Mai pregato cinque volte al giorno col capo rivolto verso la Mecca: solo di rado in moschea. Mai digiunato durante il Ramadan. Nasco musulmano in quanto figlio di musulmani, ma sono come mio padre, che pregava poco o niente e beveva, anche troppo". Un musulmano che ha anche preso l’Eucaristia:Agii d’impulso, pur sapendo che era un atto blasfemo, non essendo io battezzato. Ho sempre provato attrazione per la religiosità, anche quando mi sono professato ateo o agnostico”. Ma come? Si è pure professato ateo? All’elenco non manca che l’Ebraismo. Ma anche qui Allam ha provveduto. Al figlio nato da un secondo matrimonio “ha voluto imporre il nome del re d’Israele che per primo posò gli occhi su Gerusalemme: Davide”. Ci si aspetta quindi che le lacune sull'Islam - imparato grazie alle lezioni private impartite da un docente pagato dalla madre - siano colmate quantomeno da una perfetta conoscenza del Cristianesimo, a cominciare da quello mediorientale di cui si fa paladino. Macché! Nell'intervista afferma: "Non so nulla dei copti e non ho mai messo piede in una loro chiesa". Magdi, ti assicuro che non hanno la peste. E meno male che denuncia la "persecuzione" di cui sarebbero vittime nel suo ex-paese di origine, l'Egitto. Non sorprende quindi che il giornalista gli chieda "Che cosa t’impedisce di convertirti al Cristianesimo?" e che lui risponda: «Niente e nessuno. Il giorno che decidessi di farlo, sarei orgoglioso di annunciarlo». Chissà... magari lo farà il giorno in cui il governo deciderà di revocargli la scorta. Ma data l’altalena spirituale che lo caratterizza, non sono sicuro che non si converta al Buddismo. (Leggi la Terza e ultima Puntata)