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sabato 22 dicembre 2007

I dolori del "giovane" Allam (III)

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Che Magdi Allam, vicedirettore onorario del Corriere della Sera, parli di cose che non sa è risaputo. A suo tempo, Massimo Campanini, affermato accademico e islamologo dell'Università di Milano, si era persino meravigliato a tal proposito: "stupisce notare come Magdi Allam sembri del tutto ignorare la letteratura scientifica sulle questioni mediorientali". Ci si aspetta allora che Allam sappia fare almeno il giornalista. Nella lunga intervista al Giornale egli afferma che «chi vuol fare il giornalista, deve stare alla larga dai giornalisti, io vado in redazione a Roma solo per incontrare qualche persona». Al Corriere, però, sembra che la pensino diversamente: sono proprio i giornalisti, a voler stare alla larga di lui. E il portale Informazione corretta conferma, raccontando che per Allam quello attuale è "un brutto momento. Il Corriere della Sera ha ricevuto una lettera firmata da molte personalità, tra le quali anche alcuni giornalisti israeliani" che stigmatizzano il suo modo di fare giornalismo, già oggetto di due condanne del Garante alla Privacy, lettere di protesta, appelli pubblici e cause giudiziarie. Poi uno si chiede, ma il povero Allam - che "Ha dovuto dire addio anche alla montagna, al ristorante, al cinema" - e quindi a qualsiasi luogo dove entrare in contatto con la gente, a cominciare dai protagonisti dei suoi articoli, ovvero i musulmani - causa scorta, "minacce" e via dicendo - riesce ancora a fare il giornalista, stando alla larga anche dai colleghi giornalisti? Che è...ascolta le notizie dallo spazio come Superman? Sembra proprio di si. Non a caso il giornalista che lo intervista gli chiede: "Ora sei vicedirettore «ad personam» del Corriere. Si vergognano a metterti nella gerenza?" E Allam risponde: "L’avrei auspicato. Ma la qualifica è simile a un titolo di merito, non ho mansioni esecutive. In Italia il formalismo prevale sulla sostanza e le regole sindacali su tutto". A volte però, e non bisogna dimenticarlo, anche il Buon senso prevale. Come quando Berluscono rifiutò di nominarlo ministro.

In attesa di tempi migliori, Allam si è riciclato come consigliere speciale per l'immigrazione e l'integrazione del Comune di...Busto Arsizio. Una città dove lui è molto amato e rispettato, ma solo dal Sindaco. In occasione della sua recente presenza per promuovere l'ultimo libro sono stati tagliati e distrutti i manifesti che annunciavano il suo arrivo con la corte di guardie da Gran Moghul. Le quali, mentre erano impegnate a difenderlo dai "vandali", non si sono accorti di chi ha squarciato due gomme dell'automobile dell'assessore alla Cultura comunale e di chi ha tracciato più volte all'esterno della piccola gelateria gestita dal consigliere comunale leghista locale la scritta «più stile», con i colori della bandiera della pace. Non è la prima volta che Allam viene accolto festosamente dalla popolazione locale: A Cremona l'hanno accolto con petardi e bulloni. Evidentemente si tratta di pericolosi terroristi islamici mascherati da comunisti. Il Sindaco conferma che ha addirittura pensato di nominare Magdi Allam Assessore all'Integrazione: praticamente un incubo. Gli immigrati si sono salvati solo in parte: «Dati i suoi impegni come giornalista non avrebbe potuto garantire la necessaria presenza "sul campo"» e quindi Allam ha declinato il prestigiosissimo incarico. Ma è "rientrato dalla finestra": all'interno del complesso progetto di riorganizzazione degli assessorati presentato a luglio scorso ai partiti, il sindaco lo ha visto bene come consigliere speciale per quello dedicato, oltre che alle politiche giovanili, alle problematiche dell'integrazione degli immigrati. Al comune di Busto Arsizio giurano e spergiurano che - bontà sua - l'incarico ricoperto da Allam è a titolo non oneroso. «Un conto è il ruolo di consulente, un conto quello di consigliere speciale del sindaco per identità e integrazione che lui di fatto già ricopre. Quella fra me e Magdi è un'amicizia solida, basata sulla condivisione delle battaglie per l'identità culturale e i diritti civili, contro l'ideologia terrorista, per la libertà e la vita» dice il Sindaco. E cosi Allam si dà da fare. Non per risolvere i problemi degli immigrati, ma per crearli. Lo si evince dalla prosa tollerante e aperta - si fa per dire - con cui ha arringato i cittadini di Busto Arsizio in un recente comizio: "Il nemico è fra noi", "va imposto uno stop alla creazione di nuove moschee", "L'Occidente crede che risultati elettorali sanciti dal rispetto formale delle regole democratiche vadano rispettati sempre e comunque". Credo che quanto sopra esposto basti e avanzi per spiegare perché non mi piace Magdi Allam. Oltre ad alimentare l'odio tra cristiani e musulmani, l'uomo disprezza profondamente la democrazia del paese in cui vive da più di trent'anni. Il Comune di Busto Arsizio sta nutrendo un coccodrillo nella speranza di essere mangiato per ultimo. (Fine)