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martedì 18 dicembre 2007

Il Buon Samaritano

di Alessandra Farkas, Il Corriere

La foto, sulla prima pagina del New York Post, mostra due giovani con gli occhi pesti, Hassan Askari e Walter Adler, il primo islamico, ebreo il secondo, che si abbracciano sopra la didascalia a caratteri cubitali: «Peace Train», il treno della pace. «Musulmano salva ebrei da un gruppo di delinquenti nella metropolitana» (...) E così, mentre il New York Police Department denuncia un incremento del 20% nei crimini razziali rispetto a un anno fa, il 20enne Askari ha sfidato gli inossidabili cliché sui musulmani, rischiando di essere linciato per soccorrere quello che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto essere il suo arcinemico. L'incidente è avvenuto venerdì sera sulla linea Q della metropolitana, quando Adler e la fidanzata Maria Parsheva, entrambi 23enni, stavano tornando a Brooklyn insieme a due amici, ebrei come loro, dopo aver celebrato Hannukkah, la Festa delle Luci ebraica che dura otto giorni e quest'anno è iniziata il 4 dicembre. Quando un chiassoso gruppo di otto uomini e due donne seduti nella stessa carrozza si è messo ad urlare a squarciagola «Buon Natale», i quattro amici hanno risposto sorridendo «Happy Hannukkah». «L'hanno fatto in maniera cordiale », ha spiegato più tardi Askari, «per questo sono rimasto esterrefatto dalla loro reazione». «Gli ebrei hanno ammazzato Cristo proprio ad Hannukkah», ha replicato in coro la combriccola. Due di loro si sono tirati su la maglietta per mostrare l'enorme Gesù tatuato sul dorso. Sono volati pugni, calci e gli insulti «sporchi ebrei» e «puttane giudee». «Uno ha persino tirato fuori il coltello minacciando di ucciderci», dice la Parsheva. E' a questo punto che Askari ha deciso di intervenire, consentendo ad Adler di sottrarsi alla mischia per azionare il freno d'emergenza e dare l'allarme. (...) Quando il treno è arrivato alla fermata successiva, la polizia ha fatto irruzione nella carrozza arrestando gli aggressori. «Mi sono chiesto perché nessun altro abbia alzato un dito», spiega adesso Adler, «Hassan è un eroe». «Mi sono limitato a fare ciò che mi ordinava la mia coscienza», minimizza il ragazzo musulmano, che non avendo assicurazione non si è neppure potuto far medicare al Pronto Soccorso, «i miei genitori mi hanno allevato così». Dopo l'incidente molti newyorchesi si sono offerti di pagare gli studi di Askari, costretto a ben due lavori per mantenersi all'università. Ben diversa la sorte del 19enne Joseph Jirovec, il capo della banda, già condannato a sei mesi di carcere per aver assaltato tre afro-americani nel 2005, che adesso rischia sette anni di galera. (...)