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mercoledì 5 dicembre 2007

Il Sapone, i Magistrati e i Nazisti

Sapone fabbricato da grasso umano
Campo di Concentramento di Buchenwald
Prova esibita al Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, 1945


S
crivo oggi per riferire, nell'ordine, una non-notizia e una notizia. Secondo Giorgio Bettio, consigliere comunale della Lega Nord a Treviso, occorrerebbe "usare metodi da SS" per gestire l'immigrazione. È quanto accaduto, riferiscono il Corriere del Veneto e la Tribuna di Treviso, nella seduta consiliare di ieri, durante la quale Bettio - nel riportare un battibecco condominiale con coinquilini di fede musulmana occorso alla madre - avrebbe sostenuto che nei confronti di queste persone è "inutile la legge del taglione" e molto più proficui i sistemi adottati dalle SS nei confronti dei detenuti nei lager. Questa era, appunto, la non-notizia. Perché in Italia - non da oggi, non da ieri, ma da anni - dichiarazioni simili, su tutti i livelli, sono praticamente quotidiane. Ormai ho perso il conto, sembra di essere ripiombati in pieno Ventennnio Fascista. "Le opposizioni evitano qualsiasi reazione ritenendo l'uscita talmente priva di senso da non meritare alcuna risposta". Questa si, invece, che è una notizia. Perché da oggi sappiamo che persino le cosiddette opposizioni risparmieranno il fiato, gli inutili comunicati stampa e le rituali prese di distanza con cui di solito reagiscono a queste uscite. Non faranno più un bel nulla, non parleranno neanche, perché - udite, udite - le uscite pro-naziste di un consigliere comunale nel corso di una seduta consiliare e all'interno di un Comune sono "prive di senso". Ma se è folle e delira come è che è stato eletto? Perché partecipa alle sedute del Consiglio? Perché non interviene la Polizia? Mistero.

La verità è che anche i discorsi dei Nazisti "della prima ora" venivano liquidati in questo modo. Sappiamo bene come è finita. Tra l'altro quel consigliere comunale dice solo ciò che pensano molti italiani, a partire da quelli che lo hanno eletto. La vicenda mi colpisce in modo particolare proprio perché alcune settimane fa ho avuto la sfortuna di salire su un Taxi con un'amica e passare da Porta Palazzo, il quartiere multietnico di Torino dove sono concentrati molti negozi e macellerie arabe. Ebbene, il simpatico tassista, sentendosi a suo agio con due "italiani" (di cui uno finto, cioè il sottoscritto) si è messo ad inveire contro questa "alta concentrazione" di arabi. E ad un certo punto si è messo ad elencare misteriose sigle, dicendo che dovrebbero essere montate proprio in quella piazza per "fare pulizia". Di fronte alle nostre facce perplesse, ci spiegò gentilemente che erano le mitragliatrici usate dalle SS. "Perché qui bisogna fare come faceva Hitler. Sapone, bisogna farne di questi qua. Sapone. D'altronde Hitler faceva sapone anche degli zingaracci, no?". Immaginate il sottoscritto mentre sente quel deficiente elencare i metodi con cui avrebbe fatto sapone degli arabi. Ho evitato di replicare per non mettere ancor più a disagio l'amica che mi accompagnava in questa gita istruttiva. Il giorno dopo, poverina, mi manda una email: "Sono arrivata indenne aaccompagnata del diretto discendente di Adolfo (Hitler). Avremmo dovuto avere un piccolo registratore tipo agenti segreti e poi farlo sentire nei posti giusti!! Come siamo lontani dall’integrazione!! (...) Chissà quante te ne senti dire in giro, ma la colpa è anche tua perché anche se non sembri proprio nordico ma al massimo un ragazzo del nostro sud, non hai la minima inflessione straniera e parli l’italiano perfettamente cosicché nessuno mai immagina che sei anche un pochino “arabo”. Per fortuna in te prevale la mentalità nordica e spero che non la prendi troppo male. Comunque ti voglio dire che mi dispiace davvero nei tuoi confronti e nei confronti di tutti quelli a cui succedono queste situazioni".

Ne sento tante, si. Colpa del mio aspetto, mitigato dalle origine greche e dell'italiano imparato dai Salesiani. E proprio per questo non me la bevo, la storia degli italiani "brava gente" e dell'Italia paese dei Balocchi dove non esiste la xenofobia. Quelle balle, le vadano a raccontare ad altri, e io sarò lì - fidatevi - a smentirle. Ciò che mi chiedo, invece, è cosa fanno la Magistratura e le Forze dell'Ordine, in questo paese. Nessuna indagine, nessun arresto, nessun processo, nessun "intervento dovuto", nessuna richiesta di rinvio a giudizio per "istigazione all'odio razziale". Proprio nel momento in cui fioccano le passeggiate dei maiali, le fiaccolate contro le moschee, gli attentati contro i luoghi di ritrovo dei musulmani e la rievocazione-elogio dei metodi nazisti. Proprio nel momento in cui anche le opposizioni tacciono e liquidano come "prive di senso" le dichiarazioni rilasciate all'interno di un'istituzione da un consigliere eletto. Ce lo racconta Marco Travaglio, cosa fa la Magistratura: "Secondo il Procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli, (il Magistrato) Clementina Forleo va pure punita perché un giorno, avendo visto due poliziotti che pestavano un immigrato reo di non aver pagato il biglietto sulla metropolitana, intervenne a farli smettere gridando “è ora di finirla”, salvando il malcapitato dal pestaggio e poi dichiarando ai giornali che i due agenti “l’hanno sbattuto brutalmente per terra”. Che c’è che non va? Così facendo, secondo il Pg, la Forleo “dapprima offendeva l’onore e il decoro degli agenti” e addirittura “la reputazione dell’intero corpo di Polizia dello Stato”, venendo così meno “ai doveri di correttezza e di equilibrio”. Ecco: doveva lasciare che i due completassero l’opera, e magari venissero promossi dirigenti della Polizia o dei servizi segreti, come i loro colleghi del G8 di Genova. Peccato che il magistrato abbia l’obbligo di denunciare i reati di cui è a conoscenza e, se può, di impedire che vengano commessi. Sembra una macabra barzelletta, ma è anche per aver salvato un magrebino da un pestaggio che Clementina Forleo rischia di essere punita dal Csm". L'esito, anche in questo caso, si sa.