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mercoledì 2 gennaio 2008

5 Matti al Supermercato

La Stanzetta Segreta

Quattro anni fa ero capo reparto in un grande centro commerciale. La vigilanza era affidata a un reparto interno chiamato "la Sicurezza". Gli addetti della Sicurezza venivano reclutati tra poliziotti depressi, carabinieri falliti ed ex appartenenti all'esercito con gravi deficienze mentali. Campo di battaglia, area vendita. Loro compito, prendere chi rubava e supervisione generale dell'area. Molte volte le manine leste venivano beccate. Non riuscivo pero' a capire bene che succedeva ad alcune di queste persone una volta che venivano beccate. Chiesi a dei colleghi, qualcuno di loro accennò a uno stanzino segreto, dove alcuni venivano portati per avere una lezione. Non ci credetti ma volli sapere dove lo stanzino fosse cosi da prestare attenzione. E così i primi che vidi furono dei bambini zingari che avevano rubato: cinque o sei guardie li portarono nello stanzino poi, facendo cerchio, li terrorizzarono gridando e malmenandoli. Un'altro giorno ci fu sempre una zingara incinta e con un bambino piccolo, solito stanzino, questa volta pero' lei fu pestata sul serio. Chiesi poi al solito collega più informazioni su come questo passasse completamente inosservato e mi fu risposto che questa procedura era non solo autorizzata ma "imposta" (non su carta) perchè quando si acciuffa il ladruncolo è inutile chiamare le forze dell'ordine, dopo un'ora sono già fuori. Quindi il pestaggio va ad inserirsi in una politica di terrore per scoraggiare (e anche per punire) nella certezza dell'impunità. Mi venne anche detto però che questo si poteva fare solo con zingari e immigrati, perchè erano riluttanti a denunciare il fatto oppure non avevano persone (famiglia) a sostegno. Infatti in dieci anni di lavoro presso quel centro ho visto le persone più disparate rubare di tutto: suore, madri con il passeggino, preti cleptomani, signore attempate. Hanno tutti pagato o restituito la merce e se ne sono andati.

"C'era un cinese in coma..."

Ho cercato la notizia su internet ma non l'ho trovata. Uscì sui giornali di Roma ma parliamo di quattro anni fa. Ad ogni modo raccontarono nella versione ufficiale che un cinese era deceduto per circostanze ancora da chiarire nel centro commerciale di cui sopra. Fin qui nulla di strano: la gente muore, può morire anche in un supermercato. Peccato però che quel giorno io c'ero e so che il cinese era stato portato di peso nello stanzino. Ci era stato trascinato per il collo e poi le guardie gli si erano inginnocchiate sul petto. Il cinese era morto per soffocamento, gli era crepato sotto, forse pure aggravato dall'agitazione e dalla paura. So anche che il panico più totale pervase tutto il centro e in particolare tutti quelli della Sicurezza. Per qualche fortuita circostanza quel cinese non aveva nessuno in Italia e forse neanche in Cina. Il giornale della prima ora dichiarò decesso per circostanze imprecisate per un motivo. Il cinese aveva segni sul corpo. Si misero poi d'accordo (forze dell'ordine e centro commerciale) che il cinese era morto d'infarto e che i segni erano per i tentativi di rianimazione. Mi ricordo pure la faccia di quello che lo rianimava, in ginocchio sul suo petto.

Grazia