Notizie

Loading...

martedì 1 gennaio 2008

Capodanno di fuoco

Quante volte i giornalisti e gli opinionisti occidentali o pseudo tali hanno affermato che nel mondo islamico predominerebbe "una Cultura della Morte e dell'Odio"? Quante volte ci hanno raccontato che in Medio Oriente i giovani vengono indottrinati al suicidio e alla distruzione? Quante volte ci hanno detto che i libri di testo delle scuole arabe ed islamiche alimentano il terrorismo e lo scontro con le altre religioni? Tante, troppe, innumerevoli volte. Ma a leggere il bollettino di guerra dei festeggiamenti di Capodanno, non si può che pensare che la Cultura della Morte e dell'Odio sia radicata proprio qui, in Italia, in Occidente. Non si spiega, altrimenti, come mai - ogni capodanno, e nonostante le campagne di informazione e di prevenzione - ci siano degli irresponsabili che, per festeggiare, sparano in giro con armi da fuoco mentre i loro altrettanto irreponsabili figli maneggiano ordigni degni di un kamikaze. Ogni capodanno leggiamo di morti e feriti, mani e dita spappolate, occhi irremediabilmente persi, roghi accesi. Ebbene, questo capodanno, c'è stata anche una novità: la caccia all'immigrato.

A Milano, una macelleria islamica è andata a fuoco in via Varesina 31. Le fiamme, "non si sa da che cosa innescate", si sono sviluppate all'1,30 della notte del primo dell'anno e hanno danneggiato anche l'appartamento sovrastante e le auto parcheggiate di fronte. Alcuni abitanti hanno detto di aver sentito uno scoppio poco prima, "ma alla polizia non risulta". A Trentola Ducenta, un comune del Casertano, un bambino straniero di 10 anni, figlio di un immigrato tunisino da diversi anni in Italia, è stato colpito alla testa da un proiettile mentre si trovava nel giardino della sua abitazione. Versa in condizioni preoccupanti al Santobono di Napoli. Casi paragonabili a decine di altri accaduti a capodanno e che hanno visto coinvolti gli autoctoni? Che vuoi che siano, due o tre vittime straniere in più? E' proprio questo il punto. Questi casi si aggiungono semplicemente ad una sequela di altri - molto meno accidentali (forse) - che hanno costellato il 2007. Nell'anno appena passato - lo ho dimostrato la ricca e abbondante rassegna di questo blog - gli immigrati sono stati vittima di ogni sorta di attentato, sopruso, pestaggio, discriminazione, insulto possibile ed immaginabile.

Dai roghi dei luogi di culto islamici ai pestaggi da parte delle forze dell'ordine, dalle discriminazioni sul lavoro e a scuola, ai provvedimenti xenofobi dei sindaci leghisti, passando dagli editoriali di qualche demente sponsorizzato. Non c'è comunità straniera in Italia che non sia stata oggetto di provvedimenti xenofobi o di demonizzanti campagne populistiche, eppure ai politici, poliziotti e magistrati, sembra che "non risulti nulla". D'altronde, il razzismo non c'entra mai anche quando a rivendicare le esplosioni sono "fronti cristiani combattenti". Ma la Cultura della Morte e dell'Odio che ha pervaso e percorso quest'anno in lungo e in largo, non ha colpito solo immigrati. Anche gli autoctoni ne sono rimasti vittima: Gente che tenta il suicidio saturando i propri appartamenti di gas e facendo esplodere gli immobili in cui abita. Altri che si appostano sul tetto di casa sparando sui passanti, bimbi inclusi. Orde di scalmanati che sfasciano le città dopo ogni partita o nel corso di manifestazioni "a favore della Pace". Semplici ed isolati casi di cronaca nera e di squilibrio mentale? Forse. Ma senza dubbio indice preoccupante della Cultura della Morte che impregna la Società, dove tutto - a partire dalla sacralità della Vita altrui (concetto cosi caro a Magdi Allam) - viene relativizzato, perdendo ogni valore. Altrimenti non si spiega questa voglia di trascinare quanti più innocenti con sé.

Chissà come mai, la cultura della Morte e i kamikaze, di qualunque sesso o età siano, compaiono in Medio Oriente solo nei territori attanagliati da conflitti di natura politica e militare. Eppure i paesi del Medio Oriente sono costretti nella morsa da gravi problemi quali il sovrapopolamento, l'analfabetismo, la disoccupazione e l'indigenza. Viene quindi spontaneo chiedersi perché non ci sono ragazzini con arsenali che progettano stragi di compagni e di insegnanti. Perché non ci sono persone che si appostano sui tetti per sparare ai passanti. Forse perché, tutto sommato, la Cultura della Morte da quelle parti non è congenita né tanto meno esaltata cosi come si pensa o si vuole che si pensi? Che il 2008 possa svolgersi all'insegna della lotta alla Cultura della Morte e dell'Odio di questo Occidente ammalato di relativismo cognitivo, etico, culturale e valoriale. Che possa essere propizio alle persone di buona volontà che, a partire da Gennaio, vorranno combattere a fianco degli immigrati quando verrà discussa la riforma della legge sull'immigrazione. Che faccia emergere le vecchie e nuove forze impegnate in un dialogo per la pace, l'intercultura, l'integrazione e l'interazione. Buon 2008 a tutti!