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venerdì 25 gennaio 2008

Il Tempo della Pazienza

Il tempo e la pazienza possono più della forza o della rabbia. (Jean de La Fontaine)

Lo spettacolo indegno che si è consumato in queste ultime ore nell'Aula del Senato, drammaticamente conclusosi con la caduta del governo di Centrosinistra impone una seria riflessione. Per quanto mi riguarda, questo non è il tempo delle analisi matematiche, dei presagi astrologici e delle elucubrazioni mentali, bensì quello dell'azione preventiva ponderata e della costruzione di difese adeguate in attesa della grande incognita che ci attende come immigrati e come sostenitori dei diritti degli immigrati. Mentre scrivo infatti, non è chiaro se ci saranno nuove elezioni o se invece si opterà per un governo istituzionale che porti avanti le riforme di cui necessita il paese ma una cosa però è chiara, ed è quella che più mi preme in questo tragico momento. Per ora possiamo dire addio alla riforma della Legge Bossi Fini sull'immigrazione e sulla cittadinanza: in caso di nuove elezioni, e in assenza di una legge elettorale decente che garantisca una maggioranza solida a chi governa, ci sarà ben altro da discutere e su cui mercanteggiare che il destino degli immigrati nel Bel Paese. Figuriamoci se al potere arriva poi una coalizione di Centro Destra, con un leghista nel ruolo di "ministro dell'immigrazione". Nell'ipotesi che venga invece istituito un governo istituzionale, la sua natura - provvisoria e di basso profilo politico che non accontenta né scontenta nessuno - impone come obiettivi da perseguire temi condivisi da tutti i partiti o quasi e questo automaticamente esclude qualsiasi dibattito sereno e proficuo sul tema dell'immigrazione.

Devo dire che da attivista e militante di Sinistra non mi sono mai fatto illusioni, anche se ho gioito per la vittoria conseguita di misura nelle ultime elezioni. Il destino del governo era segnato dal momento in cui vennero resi pubblici i numeri al Senato, e l'andazzo si era capito dal ritardo con cui è stato affrontato anche il tema della riforma sulla legge dell'immigrazione. Il colpo di grazia l'ha dato ovviamente la rissosità delle componenti della coalizione, le paure suscitate dalla riforma elettorale, il tutto culminato con l'uscita dell'Udeur per i motivi già noti. Anche se sarò il primo a riproporre la campagna "Adotta il voto di un immigrato" a favore della Sinistra in caso di nuove elezioni, questo non mi ha mai impedito di dire che ciò che distingue Destra e Sinistra in questo paese è il fatto che mentre la Destra afferma che i negri puzzano, la Sinistra afferma che hanno un odore leggermente sconcertante. Non è molto carino dirlo, soprattutto in questo momento, ma credo che gran parte degli immigrati in questo paese condivida il senso di questa metafora: al di fuori di pochi esempi lodevoli a livello locale, la Sinistra nelle sue svariate esperienze di governo - inclusa quest'ultima - non è riuscita a dare una risposta soddisfacente alle aspettative degli immigrati. Proprio per questo ho sempre invitato questi ultimi, le loro associazioni e coloro che si occupano delle tematiche connesse a non farsi accecare dal campanilismo politico. Sono fermamente convinto che gli immigrati debbano agire come una corporazione, come un sindacato, come una lobby. E rivendicare i diritti e le agevolazioni che ne conseguono esercitando le pressioni politiche ed economiche opportune su chi governa al di là del colore politico o del rapporto ideologico prevalente o esistente.

Certo, in un paese caratterizzato da una forte immigrazione di braccianti, badanti ed operai, ricattati da leggi e da sfruttatori di vario tipo, potrebbe sembrare difficile se non addirittura impossibile condurre con successo un'opera di sensibilizzazione e di mobilitazione interna per la difesa e rivendicazione dei propri diritti da parte delle "masse". Ma chi legge questo blog sa anche che sono un convinto sostenitore dell'Elitarismo nel senso buono del termine: i pochi che possono permetterselo, devono - nei termini dell'imperativo morale kantiano - militare per le migliaia che non hanno la forza di opporsi. Nessuna svolta epocale ha avuto come punto di origine "la massa" - quella su cui punta Beppe Grillo per intenderci - e questo vale anche in questo mondo che si ammanta di democrazia e di voto partecipato. Da che mondo è mondo, i cambiamenti storici sono stati opera paziente e silenziosa di minoranze colte ed organizzate, di lobby e di corporazioni che sono sempre riuscite a ottenere risultati giocando le proprie carte con tutti i protagonisti presenti sulla scena: sbaglia quindi chi crede che una minoranza di immigrati non possa ottenere da un governo di Destra (si, proprio cosi) una riforma impensabile sul tema dell'immigrazione cosi come ha sbagliato chi non è riuscito ad imporre al governo di Centrosinistra di cambiare la legge in tempo utile prima della sua caduta. Ed è proprio questo il punto: al di là di chi ci sarà al governo nei prossimi mesi, la battaglia per la riforma della legge sull'immigrazione e la cittadinanza non si è conclusa. E' appena ricominciata.