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giovedì 10 gennaio 2008

Imam Torino, Decisione incomprensibile

City, Torino. Mohamed Kohaila Imam della moschea vicino a Porta Palazzo è stato rimpatriato in Marocco ieri. La Digos: "Elementi di estrema anti-occidentalità". Ma non ci saranno provvedimenti giudiziari. Il decreto di espulsione, firmato dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, è stato convalidato da un giudice del Tribunale cittadino.

La polemica in Tv

Kohaila, nella scorsa primavera, era stato accusato nella trasmissione televisiva "Annozero" di diffondere sermoni fondamentalisti. L'uomo, in Italia da 15 anni e titolare di una macelleria nel capoluogo piemontese, era considerato il braccio destro di un altro imam di Torino, Bouriki Bouchta, espulso nel settembre del 2005.

L'accusa

Nel fascicolo raccolto dalla Digos, che ha fatto tradurre nuovamente il testo del video trasmesso dalla trasmissione di Michele Santoro, ci sarebbero elementi che certificherebbero "un'interpretazione estrema di anti-occidentalità", anche se l'imam della moschea in via Cottolengo sostiene il contrario. Non si tratta, tuttavia, di elementi tali da potere avviare un procedimento giudiziario.

"Decisione incomprensibile"

L'intellettuale Sherif El Sebaie, esponente della comunità islamica cittadina, ricorda che l'imam Mohamed Kuhaila era stato accusato ingiustamente: "Val la pena di ricordare che subito dopo la trasmissione era stata aperta un'inchiesta e la perizia della Procura aveva stabilito che in quella predica non c'era alcun invito alla violenza. Se non ci fosse stata la trasmissione televisiva - si domanda Sebaie - siamo sicuri che sarebbe arrivato il decreto di espulsione?". A Kohaila resta ora la facoltà di ricorrere al Tar del Lazio ma dovrà farlo tramite i suo legali, senza poter restare in Italia.