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lunedì 14 gennaio 2008

L'espulsione fa discutere

Perplesse le guide spirituali islamiche
Curti polemica: "Si blocca il dialogo"

Angela Lano

Fa discutere il decreto di espulsione di Mohammad Kohaila. "Questo provvedimento mi sa di "arresto preventivo" - afferma Elvio Isa Arancio, sufi e direttore del Centro Studi Ibn Sina - su base "mediatica", cioè sulle false denunce partite dalla trasmissione Anno Zero di un anno fa, o su base politica. Si dà un contentino a quei partiti di destra che sulle questione islamiche e dell'integrazione vogliono la "mano pesante". Ma un decreto, oltre la rigidità, dovrebbe prevedere anche la giustizia e il rispetto dello stato di diritto".

Dello stesso avviso è anche Sherif El Sebaie, intellettuale musulmano: "Dalle indagini dell'anno scorso, l'Imam era risultato estraneo a tutte le accuse emerse durante la trasmissione: come mai ora viene espulso tenendo cnto anche di quella montatura televisiva? Prima di espellere un cittadino sarebbe più giusto processarlo per verificare se le accuse contro di lui sono vere. L'espulsione, infatti, è già una pena a tutti gli effetti, da infliggere a chi è davvero colpevole".

Perplessità sono espresse anche da Amir Younes, presidente del Centro Mecca di via Botticelli: "Non credo che uno che vive qui da anni, che ha figli che frequentano scuole italiane, odi l'Italia. Non sarebbe da "Imam" comportarsi in questo modo". Preoccupazione, ma anche proposte concrete, sono emerse dalle dichiarazioni del responsabile della moschea di via Saluzzo, Mohammad Ibrahim: "L'espulsione di Kohaila è un atto preoccupante. Il fatto che i cittadini stranieri possano essere mandati via senza motivo, in assenza di reati o prove, ci turba molto. Sembra un messaggio che intende spaventare i musulmani che vivono in Italia, quando, invece, il governo dovrebbe lavorare con le moschee e i centri islamici per l'integrazione e la creazione di un "Islam italiano"".

Soddisfazione per l'espulsione è stata invece espressa dalle dichiarazioni di Stefano Allasia, segretario provinciale della Lega Nord torinese, che accusa la sinistra di "demagogia" nel portare avanti la sua linea politica. "Ci auguriamo che questi provvedimenti continuino, se ve ne fosse bisogno"; mentre il parlamentare leghista Mario Borghezio si chiede "perché le autorità si siano mosse solo ora". Accuse non condivise dall'Assessore alle politiche per l'integrazione Ilda Curti, che risponde: "Mi auguro che l'agenda politica non sia dettata dai media. Sembra che tutti siano diventati improvvisamente esperti di Islam, anche Borghezio. E' bene ribadire che a Torino vive una comunità islamica ben disposta all'integrazione. Nella nostra città il dialogo interreligioso e la pacifica convivenza sono molto avanti, anche se non fanno notizia. Il fatto che a febbraio presenteremo una Carta dei Valori insieme alle comunità islamiche vuol dire che ci siamo muovendo nella giusta direzione".