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sabato 12 gennaio 2008

L'Imam e il Sermone


Espulso l'imam del falso sermone
Il provvedimento nei confronti dell'islamico torinese, finito nel mirino di Anno Zero

Sherif El Sebaie

Un provvedimento di espulsione è stato notificato ieri all'imam di Torino, Mohamed Kuheila, per motivi di «ordine e sicurezza pubblica». Nella primavera scorsa l'imam era stato accusato dalla trasmissione tv AnnoZero condotta da Michele Santoro di diffondere sermoni fondamentalisti in una moschea presso il quartiere multietnico di Porta Palazzo. La registrazione del sermone - realizzata con telecamere nascoste - era stata mandata in onda il 29 marzo scorso nel corso di una puntata incentrata quasi esclusivamente sul tema della condizione femminile nella cultura islamica.

Ma la registrazione in questione - a quanto pare tra gli elementi del fascicolo a carico dell'imam - si era rivelata totalmente falsa. Lo rese noto, due mesi dopo la messa in onda, una perizia della procura di Torino secondo la quale il sermone non conteneva «nessun appello alla guerra santa, nessuna apologia di terrorismo e nemmeno istigazione a delinquere», come invece veniva affermato dalla voce della giornalista che si sovrapponeva all'audio originale. Anzi, secondo il perito del tribunale vi erano persino «inviti a non esacerbare gli aspetti religiosi». All'epoca del fatto, il ministro Amato si era rifiutato di firmare frettolosamente un decreto di espulsione a carico dell'imam, invocato invece a gran voce dall'opposizione.

Ogni provvedimento fu sospeso in attesa delle indagini delle forze dell'ordine. Su invito del pubblico ministero Maurizio Laudi, furono tradotte le parole del religioso e venne appurato che non vi comparivano inviti alla lotta armata e tanto meno incitazione alla non integrazione con cristiani ed ebrei. Immediatamente dopo, l'imam denunciò AnnoZero. La città di Torino, da sempre attiva in maniera positiva e proficua sulle tematiche dell'integrazione, tirò un sospiro di sollievo. Anche perché se l'imam fosse stato espulso sarebbe stato il terzo religioso islamico residente a Torino e dintorni a finire nel mirino del Viminale (dopo Bouchta, imam di Porta Palazzo, e Mamour Fall, sedicente imam di Carmagnola).

Ora - a dieci mesi dal fatto - arriva a sorpresa un decreto di espulsione, convalidato dal giudice e immediatamente messo in atto. Nessuno dubita che gli elementi raccolti dalla Digos di Torino in mesi di istruttoria siano stati tali e tanti da giustificare il provvedimento ma sorge spontanea una domanda: che peso ha avuto la registrazione manifestamente taroccata realizzata dalla troupe di Anno Zero nell'inchiesta a carico di Kuheila? Stando ai lanci di agenzia e agli articoli di prima ora, sembra che la registrazione compaia effettivamente nel fascicolo a carico dell'imam. Ma se la registrazione era stata dichiarata falsa dalla magistratura, come mai compare lo stesso fra gli elementi sottoposti al giudice?

Il rischio che un meritevole lavoro di intelligence e di indagine venga vanificato dall'inclusione di elementi di dubbia attendibilità - come la registrazione manipolata - non deve essere sottovalutato. Anche perché finisce per accreditare come verità ciò che la giustizia e svariate inchieste giornalistiche avevano manifestamente smentito.