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lunedì 21 gennaio 2008

Perdere qualcosa di sé

«Non è vero. Tu sai che nel profondo il motivo non è quello. Yusef materializza tutte le tue paure e le tue ango­sce, rappresenta il mondo da cui vuoi scappare, ma dal quale in fondo vieni. Thomas invece simboleggia il mondo diverso dove vorresti avventurarti ma che in realtà non rie­sce ad accettarti del tutto perché continua a percepirti, paradossalmente, come diversa da sé.»

Incredula. Già, proprio così. Non immaginavo che Leila potesse essere così profonda.

«Ma sai qua! è il rischio, Jas(mine)? Che finisci per non essere accettata da nessuno, veramente. Rischi di rimanere inca­strata nel mezzo. Nessuno qui ti percepirà mai fino in fondo come italiana. E se continui a snobbare e criticare le tradizioni e la forma mentis degli arabi e dei musulmani in generale, anche loro inizieranno a percepirti come diversa. E così sarai diversa da tutti

«Non esiste la diversità, Leila... così come non esiste la normalità

«Menti.»

Sì, è vero, mento. Quante volte mi sono sentita fottuta­mente diversa? Quante volte ho avvertito il disagio nelle persone, o il disagio in me, l'incapacità e l'impossibilità di renderli pienamente partecipi di quello che sono? Quante volte mi sono detta "pensa se un giorno mi svegliassi e mi ritrovassi in una bella famiglia italiana, uguale a tutti quel­li che mi stanno intorno. O, nel caso opposto, in una bella famiglia egiziana, in Egitto. Ma almeno uguale agli altri"? E quante volte mia madre mi ha detto di non vergognar­mi di quello che sono? La realtà è che io non me ne vergogno, ma non riesco ad accettarlo pienamente. Sono sempre lì, tesa verso l'integrazione perfetta, l'assi­milazione più totale. Senza rendermi conto che forse alla fine è un miraggio lontano. Tu ti sforzi e fai di tutto per avvicinarti, ma più ti avvicini più perdi qualcosa di te, e anche se sembra sempre più vicino, non ci arrivi mai. E l'unica soluzione, alla fine, rimane tornare indietro. Quando ti rendi conto che non raggiungerai mai la meta, ti volti e torni indietro. Ma quando ti giri di nuovo a guar­darla, non c'è più, perché in realtà forse non c'è mai stata.

Non vorrei mai rischiare di correre dietro a un miraggio. Perderei qualcosa di me.

Tratto dall'ultimo romanzo di Randa Ghazi, "Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista" (Ed. RCS).