Quintali di carta straccia da riciclare, centinaia di faldoni da svuotare. Sono tanti i disegni e decreti legge, approvati in Consiglio dei ministri dal governo Prodi, che finiscono al macero con lo scioglimento anticipato delle Camere. Centoventitre, per la precisione: dalla legge sull'immigrazione, alla riforma dei servizi segreti; dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, al disegno di legge Gentiloni sul sistema tv. Relatori, commissioni, consulenze, emendamenti, discussioni in aula: l'estenuante carosello parlamentare viene cancellato di colpo dal ritorno alle urne. (...) La nuova legge delega sull'immigrazione, per cominciare. La riforma della Bossi-Fini mirava a "promuovere l'immigrazione regolare, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro". Per far questo, la Amato-Ferrero ridisegnava il meccanismo dei flussi d'ingresso; ripristinava lo sponsor; prevedeva liste di collocamento all'estero; riconosceva il diritto di voto agli immigrati con carta di soggiorno. Ora tutto si ferma e la vita della Bossi-Fini si allunga. Tanto che il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha provato in extremis l'ultima mossa: il 28 gennaio scorso ha scritto una lettera a Romano Prodi, per chiedere la regolarizzazione dei clandestini che lavorano in Italia. Decade poi la riforma della cittadinanza (ferma in commissione Affari costituzionali della Camera): passaporto prima dei 18 anni per i nati in Italia, cittadinanza per "naturalizzazione" dopo cinque anni di residenza (ora invece sono dieci). (Repubblica)Faccetta nera,
Sarai Romana
La tua bandiera
Sarà sol quella italiana!
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!
Sarai Romana
La tua bandiera
Sarà sol quella italiana!
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!

