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mercoledì 27 febbraio 2008

La serietà (fu) al Governo

Quintali di carta straccia da riciclare, centinaia di faldoni da svuotare. Sono tanti i disegni e decreti legge, approvati in Consiglio dei ministri dal governo Prodi, che finiscono al macero con lo scioglimento anticipato delle Camere. Centoventitre, per la precisione: dalla legge sull'immigrazione, alla riforma dei servizi segreti; dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, al disegno di legge Gentiloni sul sistema tv. Relatori, commissioni, consulenze, emendamenti, discussioni in aula: l'estenuante carosello parlamentare viene cancellato di colpo dal ritorno alle urne. (...) La nuova legge delega sull'immigrazione, per cominciare. La riforma della Bossi-Fini mirava a "promuovere l'immigrazione regolare, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro". Per far questo, la Amato-Ferrero ridisegnava il meccanismo dei flussi d'ingresso; ripristinava lo sponsor; prevedeva liste di collocamento all'estero; riconosceva il diritto di voto agli immigrati con carta di soggiorno. Ora tutto si ferma e la vita della Bossi-Fini si allunga. Tanto che il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha provato in extremis l'ultima mossa: il 28 gennaio scorso ha scritto una lettera a Romano Prodi, per chiedere la regolarizzazione dei clandestini che lavorano in Italia. Decade poi la riforma della cittadinanza (ferma in commissione Affari costituzionali della Camera): passaporto prima dei 18 anni per i nati in Italia, cittadinanza per "naturalizzazione" dopo cinque anni di residenza (ora invece sono dieci). (Repubblica)

Faccetta nera,
Sarai Romana
La tua bandiera
Sarà sol quella italiana!

Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!