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giovedì 27 marzo 2008

Finalmente tutto chiaro!

di Rita Guma,
Presidente Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus

Plaudo alla decisione di Magdi Allam di manifestare la sua adesione al cattolicesimo in modo cosi' chiaro e plateale, nonche' alla scelta di farsi battezzare dal Papa, un papa che ha da tempo chiarito la sua visione restrittiva del dialogo fra le religioni. Sara' cosi' finalmente inequivoco da che parte sta il giornalista, il quale in questi anni - forte della sua dichiarata (ma da molti messa in dubbio) fede islamica - ha attaccato l'Islam in modo virulento attribuendo a questa fede (e quindi all'intero popolo che la professa) carattere nazifascista e generatore di morte.

Come associazione per la legalita' e i diritti, delle religioni (tutte) ci interessa solo che non interferiscano nello Stato laico e non contravvengano alla Costituzione e alle leggi internazionali, mentre viceversa ci interessa far rispettare la dignita' e liberta' di culto delle persone che le professano. Ma delle persone che fanno informazione - specialmente quando trattano temi delicati che hanno ricaduta sulla convivenza fra civilta' - ci interessa la correttezza e la mancanza di ambiguita'. Da ieri per Magdi Allam, la cui visibilita' ne ha sempre amplificato il messaggio, questa condizione e' rispettata.

Per questo credo ne debbano essere contenti anche gli Islamici per bene e le organizzazioni islamiche pacifiche, considerando fra l'altro che la fine dell'equivoco permettera' loro di chiamare in tutte le sedi opportune il giornalista e il suo editore a rispondere dei suoi scritti ove offensivi nei loro confronti senza che l'interessato possa proclamarsi loro correligionario e il giornale fregiarsi di ospitare una voce islamica fra le sue pagine. Peraltro - poiche' si presume che una conversione cosi' manifesta non sia nata dall'oggi al domani ma sia frutto di un percorso lungo e meditato - anche gli scritti del 'nostro' redatti in tempi recenti perdono quella carica di 'autocritica' che Allam aveva voluto accreditare per le sue analisi antiislamiche.