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venerdì 7 marzo 2008

L'Oca bionda olandese

L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne. (Anonimo)

Cosa può fare un individuo insignificante per ottenere fama e denaro? Cosa può ideare un autore fallito per lanciare un romanzo che nessuno leggerebbe? Cosa può immaginare un pittore sconosciuto per vendere un quadro che nessuno acquisterebbe? Cosa può escogitare un politico in crisi per lanciare un nuovo partito? Non si può che ricorrere all'ultima tecnica usata per lanciare un prodotto sul mercato occidentale: il viral marketing islamico. I principi di questa tecnica - talmente semplici che oserei dire che sono a prova d'imbecille - sono già stati illustrati su questo blog: "non importa l'originalità delle idee, basta farsi minacciare dal barbuto islamico di turno. A causa della fatwa, il prodotto si espande molto velocemente tra la popolazione occidentale, si assicura pubblicità gratuita sui media tradizionali e non, e l'idea - magari neanche tanto brillante - viene passata da un utente all'altro con la scusa della "difesa della libertà di espressione. Con questo sistema, autori che nessuno avrebbe degnato di una lettura sono riusciti a vendere milioni di copie, giornali sconosciuti sono diventati autorevoli quanto il New York Times, registi mediocri sono diventati delle star da spupazzare per festival e mostre, pittori che fanno vomitare sono riusciti a piazzare qualche stupida vignetta. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: per lanciare un film, un libro, un quadro o una danza è assolutamente necessario farsi minacciare, essere colpiti da qualche fatwa, foss'anche dal portinaio di un palazzo al Cairo".

Questo sistema è stato applicato con discreto successo anche in Italia, e infatti persino durante questa scialba e monotona campagna elettorale qualcuno vi ha fatto ricorso nella speranza di attirare il voto delle casalinghe. Dobbiamo però ammettere che solo gli agitatori originari del Nord europa riescono a smuovere la grancassa mediatica internazionale, diventando oggetto di innumerevoli dibattiti, editoriali e trasmissioni. Non perché siano più intelligenti dei loro corrispettivi europei, ma perché le loro idee sono sfacciatamente, infinitamente, incommensurabilmente più stupide. E come diceva Napoleone I: "In politica la stupidità non è un handicap". L'ultimo esemplare della pregiata categoria è il signore raffigurato nella foto sopra riportata: Geert Wilders, un politico coraggioso quanto è autentica la tinta biondo-ariana dei suoi capelli. Uno dei tanti politicanti che si sono fatti un nome gridando contro "l'invasione extracomunitaria" dell'Europa e che dopo l'11 settembre si è trasformato in un "critico dell'Islam", categoria professionale molto richiesta dai media. L'uomo è convinto che il Corano sia un «libro fascista», giura di «odiare il mondo islamico» e afferma «la netta superiorità della cultura cristiana su quella musulmana». Ovviamente ne consegue che Egli rappresenta «la voce dei tanti che non ne possono più del predominio islamico e dell'immigrazione. Non xenofobi o estremisti, bensì persone che vogliono tutelare la propria cultura e sentirsi sicuri nel loro mondo». La tecnica promette bene: tutti i sondaggi gli preannunciano più seggi nel parlamento. Non possiamo quindi biasimarlo se ad un certo punto decide addirittura di produrre un film per chiedere di mettere al bando il Corano.

Memori di ciò che la faccenda delle vignette danesi ha provocato (proteste politiche, boicottaggio economico, manifestazioni oceaniche, attacchi alle ambasciate e vittime), gli esponenti politici europei sono quantomeno pessimisti. Lo stesso governo olandese ha preso le distanze dal suo deputato e si prepara al peggio. Eppure c'è ancora chi - anche in Italia - si batte per la "libertà di espressione" del finto biondo, invitando persino a diffondere il filmato annunciato. E' il caso di Magdi Allam, a cui forse si riferisce Francesco Merlo su La Repubblica di ieri quando scrive: "Adesso pensateci un attimo e ditemi se questo Wilders non vi ricorda qualche improvvisato esperto di casa nostra che magari non ha ancora girato film ma certo scrive, spiega, si accanisce a semplificare le cose complesse, amministra la realtà sulla base delle proprie fobie e magari anche della voglia di armare il cristianesimo contro l'islamismo, e dunque si sente un eroe di quello scontro di civiltà che mai dovrebbe essere farfugliato anche perché già l'invito a sedarlo lo legittima." Cosa dire? Inutile sottolineare che è possibile realizzare filmati altrettanto offensivi anche sulla religione cristiana ed ebraica: i versi e gli episodi storici per demonizzare entrambi i credi di certo non mancano. Cosi come è inutile ricordare alcuni recenti episodi di cronaca che dimostrano che, qualora si offendesse o criticasse un credo che non sia quello islamico, l'indignazione e la presa di distanza è praticamente unanime e immediata, anche da parte di chi oggi fa il tifo per il deputato finto-ariano. Ma non credo sia peregrino rilevare un evidente contraddizione: chi oggi fa il tifo per Wilders e la sua sedicente libertà di espressione, sta di fatto tifando per uno che vorrebbe mettere al bando un testo. Badate bene: non solo un libro sacro che riveste una particolare importanza spirituale per chi professa l'Islam (oltre un miliardo di persone), ma un testo che viene letto, recitato, commentato e studiato da 1400 anni influenzando modi di vita, letteratura, poesia sia in Oriente che in Occidente. Il deputato Wilders - da bravo fascista - vuole mettere al bando un libro, parte della storia e del patrimonio dell'Umanità, che veniva discusso nelle raffinate corti di Baghdad e dell'Andalusia mentre i suoi avi stavano ancora dondolando sugli alberi.

PS: Al deputato Wilders consiglio di cambiare tinta o di mettersi il velo (Islamico, ovviamente. Preferibilmente integrale). All'immigrato ex-egiziano Magdi Allam, invece, suggerisco la tinta bionda: risulterebbe più convincente, quando difende cosi vivacemente la libertà di espressione a "
casa nostra, qui in Europa e in Occidente".