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lunedì 31 marzo 2008

Non abbiamo bisogno di conversioni

di Ambrogio Crespi, Clandestino Web

A Pasqua Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della Sera, giornalista esperto di terrorismo, di religione islamica, si è convertito al cristianesimo e lo ha fatto in mondovisione battezzato direttamente dalle mani di Papa Ratzinger. Le scelte religiose dovrebbero essere un fatto personale, intimo, mentre questa conversione è stata un atto di propaganda politica e le motivazioni hanno esulato da quella mozione interiore e personale che dovrebbe muovere ogni fedele nel mondo ma, si sa che così non è e Papa Benedetto XVI si muove sempre di più come un leader politico e i leader politici si misurano con la capacità che hanno di produrre consenso e di generare proselitismo. Ed ecco che allora la scelta religiosa di un opinion leader, di un opinion maker diventa, nel giorno di Pasqua, l’occasione per affermare la condivisibilità delle proprie scelte rispetto a quelle altrui. Magdi Allam ha chiesto a tutti gli islamici moderati di uscire allo scoperto, magari seguendo il suo esempio ma con la sua conversione è come se affermasse che non possono esserci islamici moderati e che i moderati e i giusti, per essere tali, devono stare con Papa Ratzinger. Questa è banale propaganda. Noi sappiamo che gli estremisti islamici rappresentano una minoranza e certamente atti come questo non favoriscono il dialogo interreligioso anche se nel segnare la nostra distanza da operazioni di propaganda come questa non sottolineamo certamente la nostra vicinanza con altre forme di religione che fanno del proselitismo la misura di sé. Io no credo che sia stata l’operazione vincente e che abbia alimentato ed allargato la base del cattolicesimo o che abbia aggiunto qualcosa; semmai questa azione muscolare può aumentare la contrapposizione e alimentare l’odio di chi vive di odio. Sempre di più le scelte religiose dovrebbero non esulare dall’intimità della propria anima e non dovrebbero sconfinare dalle sacrestie e dai luoghi di culto.