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mercoledì 26 marzo 2008

Quando la Fede diventa Spettacolo

Tratto dal quotidiano La Rinascita

«Una scelta di fede religiosa e di vita personale (...) di un privato cittadino». Queste sono parole contenute in una lettera che Magdi Allam, vice-direttore ad personam del Corriere della Sera, ha inviato al suo giornale che ha prontamente provveduto a pubblicarla in prima pagina. Allam si riferisce alla propria conversione al cattolicesimo, sancita dal rito del battesimo del giornalista, officiato da Benedetto XVI nella basilica di San Pietro la notte della vigilia di Pasqua.

Fin qui nulla di strano, più o meno, se non fosse che questa «scelta di fede religiosa e di vita personale», una conversione appunto, un atto interiore, diventi un'offensiva politica e culturale di primissimo piano, giocata sulla spettacolarizzazione ed esasperazione di un conflitto di civiltà e religioni che laddove non esiste, si inventa. Sotto i riflettori dei mass media, quindi questo atto di un «privato cittadino» è diventata l'occasione per attaccare l'islam, bruciare quarant'anni di dialogo intereligioso, offendere gli ebrei, con la preghiera per la loro conversione, e tornare sempre più prepotentemente ad una chiesa, e perché no, ad un società preconciliare.

Una fine operazione, questo va riconosciuto, giocata di sponda con Ratzinger che, come ricorda Moni Ovadia in un'intervista rilasciata a Liberazione, «è tornato all'idea di primazia del cattolicesimo sulle altre religioni» dopo i pontefici precedenti avevano scelto la via del dialogo e dell'ecumenismo. Del resto la famosa lezione di Ratisbona che Benedetto XVI, nell'ambito della Lectio magistralis su "Fede, ragione e università" tenuta il 12 settembre 2006 non può essere dimenticata.