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lunedì 7 aprile 2008

Déjà Vu

Meno male che ci sono. Mi riferisco a quei pochi immigrati con cittadinanza, diritto di voto ed impegno pubblico presenti in Italia, che continuano ad animare questa singolare e - diciamocelo - altrimenti monotona campagna elettorale. Khaled Fouad Allam, intellettuale e giornalista di origine algerina naturalizzato italiano, eletto parlamentare nella scorsa legislatura con la sinistra (Margherita) e non più ricandidato dal Partito Democratico, è passato in area PDL (Partito delle libertà di Berlusconi), dando la sua disponibilità a collaborare con la Fondazione Magna Charta. "Una Fondazione - precisa lui - non è un partito politico. E comunque il Pdl non è la Lega", con cui il primo "é solo apparentato". Poi aggiunge: "Io sono un tecnico e ritengo che la questione dell'immigrazione, come quella dell'ambiente, non sia né di destra né di sinistra. Certamente lavorerò in futuro a progetti della fondazione Magna Charta sui rapporti tra Europa e Mediterraneo e al momento ho deciso di sostenere la candidatura dell'unica musulmana presente tra le fila del Pdl, Souad Sbai, dando la mia disponibilità in qualità di esperto delle tematiche di immigrazione e Islam a collaborare con un futuro governo di centrodestra". In un'intervista concessa al quotidiano "Libero" si è detto pronto a fare "il Sottosegretario all'immigrazione o impegnarmi in un dicastero sul Maghreb-Mashrek". La decisione dell' ex. On. Allam si concretizza dopo un lungo periodo di polemica con il Partito Democratico, accusato di scarsa attenzione verso il mondo dell'immigrazione e dell'Islam moderato, culminato con "una lettera indirizzata a Romano Prodi, come garante del Pd" in cui l'ex. Onorevole ha "messo nero su bianco tutta la mia preoccupazione: il partito di Veltroni rischia di diventare un trompe l’oeil, un paesaggio finto, una vernice senza consistenza" mentre "il Popolo della Libertà ha acceso una luce sulla via dell’integrazione e del dialogo tra le religioni" candidando nientepopodimeno che Souad Sbai, grande ammiratrice di Magdi Cristiano Allam, Fiamma Nirenstein, anch'essa amica di Magdi Cristiano Allam, e Eugenia Roccella, portavoce del Family Day, valore tanto caro a Magdi Cristiano Allam. In un'intervista al Giornale, l'ex. Onorevole assicura che la sua "non è una delusione individuale, non riguarda la mia persona. Nel Pd non c’è un solo candidato che sia rappresentativo del mondo islamico o di qualsiasi altra cultura o religione. Questa decisione è uno schiaffo all’Islam e alla questione dell’immigrazione". Vergognoso. "Tutti quei candidati illustri sconosciuti! Paragonati a me, che ho scritto 8 o 9 libri?" afferma in un'intervista al Corriere in cui ribadisce che "Siamo ai limiti del razzismo". Nell'intervista a Libero, invece dice che "Considero questa una forma di razzismo nascosto. Per gente come noi, la cosa peggiore è trovarsi davanti al razzismo che non dice il suo nome".

Si può comprendere che un immigrato silurato decida di fare il salto della quaglia, specie se questa decisione arriva nel momento in cui la Sinistra cosiddetta moderata non candida nessun cittadino straniero. Dopotutto, la Sinistra ci ha abituato a questi salti poiché, come ebbe a scrivere Pietrangelo Buttafuoco: "Oriana Fallaci ne resterà l'emblema: il simbolo appunto di quella destra che altro non è che una malattia senile della sinistra. Sono infatti tutti di sinistra quelli di destra, lei la prima. Sono di sinistra i Marcello Pera, i Paolo Guzzanti e anche i Magdi Allam. È così di sinistra la destra che il capofila dei teocon italiani, Christian Rocca, forse il più caro amico di Fallaci, dal Foglio la celebra in nome dell'antifascismo, della democrazia e del libertarismo fabbricando però il fronte politico con Forza Italia, con Alleanza nazionale e con la Lega, non certo col nascente partito democratico. Perfino Daniela Santanché è a destra perché è di sinistra; la destra di Berlusconi, George Bush, e dell'esportazione della democrazia garantisce la libertà di fare ancora più cinico il nostro Occidente (cito Benedetto XVI, non il Muftì)". Proprio per questo ritengo inutile polemizzare sulle scelte politiche individuali. Riflettiamo piuttosto seriamente sui motivi per cui, spesso e volentieri, la Sinistra viene astiosamente abbandonata. Non è forse vero che la Sinistra che ha avuto due anni di tempo per offrire qualcosa agli immigrati che hanno sognato e facilitato la sua ascesa al potere? Ebbene: sono rimasti a bocca asciutta. Fouad Allam ha quindi ragione quando afferma che la questione dell'immigrazione non è nè di Destra né di Sinistra. Scanso equivoci, io ritengo che sia diritto degli immigrati schierarsi con coloro che promettono e che, soprattutto, potrebbero essere in grado di mantenere le promesse concernenti la realtà dell'immigrazione. Io non sono solo per il voto utile, io sono per il voto strumentale. E se il l'appoggio/voto a favore della Destra può aiutare gli immigrati ad ottenere il diritto di voto quantomeno alle amministrative, come promesso dal Presidente Berlusconi, ben venga. Eppure sperare di ottenere qualcosa di decente sul tema dalla destra in questo paese, con gli alleati e i candidati che si ritrova, è una pia illusione. Motivo per cui continuo a consigliare il voto a Sinistra.

Ciò che non posso comprendere invece, e che sinceramente mi dispiace, è che Khaled Fouad Allam si presti a partecipare, in compagnia di Souad Sbai e Carlo Panella, ad una manifestazione contro la Moschea di Colle Val D'Elsa, il cui progetto è per ora fermo per mancanza di fondi. Innanzittutto perché la Moschea di Colle è l'unica moschea di cui l'Italia avrebbe potuto dirsi orgogliosa, dopo quella di Roma. Sarebbe stata una vera e propria moschea e non un garage o uno scantinato adibito a luogo di culto e quindi indegno di un paese civile. Era finanziata in parte con i soldi di una fondazione bancaria italiana, e non mi sembra che questo sia un demerito, in un paese che - oltre a finanziare generosamente la Chiesa e le sue istituzioni con sgravi fiscali e altro - non è riuscito a trovare un accordo con i rappresentanti islamici per concedere l'8xmille che spetta alla loro fede. La moschea in questione, poi, sarebbe stata gestita da un comitato composto per metà da italiani e da istituzioni, garantendo piena trasparenza. E avrebbe persino avuto come guida un personaggio trasparente, educato e per bene come l'Imam Feras Jabareen, il quale - a quanto pare - ha deciso di concedersi una lunga pausa in Israele. Ma soprattutto perché Khaled Fouad Allam, più di qualsiasi altra persona, dovrebbe sapere che condurre le battaglie per sostenere l'Islam moderato non passa di certo attraverso le manifestazioni contro le moschee, specie quella di Colle. Nel suo saggio, "la Solitudine dell'Occidente", Khaled aveva esordito raccontando di due egiziani che l'hanno rincorso mentre era diretto alla sede de La Repubblica perché volevano comunicargli la gratitudine di avere una persona che parlava della loro cultura senza rigettarla. E lui scrisse di essersi commosso per queste parole poiché ponevano un problema fondamentale: il riconoscimento, la dignità dell'uomo nel suo rapporto con la cultura. Un rapporto che anche nel caso di Khaled Fouad Allam, che si appresta a collaborare con il quotidiano del Vaticano "l'Osservatore Romano", si annuncia quanto meno problematico. Nell'intervista a Libero dice che non si converte anche se "Durante la guerra in Iraq, vedendo le stragi di chi sgozzava allegramente la gente al nome di "Dio è grande", più volte ho pensato che avrei voluto cambiare religione". Afferma che non lo fa solo "perché dal profondo del cuore mi sento musulmano. Per i riferimenti culturali che ho ricevuto, quando imparavo a memoria le prime sure del Corano con mia mamma. Quello era un islam completamente diverso da oggi. E poi, io preferisco lottare dall'interno i soprusi dell'integralismo". E che se oggi manifesta contro una moschea, è "per porre il problema di chi c'è dentro le moschee, di chi sono gli imam. La soluzione non passa attraverso la moltiplicazione delle moschee, ma attraverso la costruzione di uno spazio europeo dell'islam". Non so perché, ma ho la sensazione di aver già sentito queste cose. Non sarà mica un déjà vu?