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venerdì 11 aprile 2008

"Sandalo non era solo"

La Digos di Milano ha arrestato Roberto Sandalo, ex esponente di Prima Linea, nell'ambito dell'inchiesta dei Pm Armando Spataro e Maurizio Romanelli sugli attentati alle moschee e ai centro culturali islamici messi a segno nei mesi scorsi a Milano e in Lombardia. Nell'appartamento di Sandalo la Digos ha rinvenuto cinque litri di benzina, due litri di diserbante, sette bottiglie in vetro già preparate come molotov, ed altro materiale da guerra. In una delle ultime rivendicazioni, giunta al quotidiano 'Il Giornale' il 29 marzo scorso, l'autore parlava di passare ad un livello più alto e cioè di colpire le persone invece che le cose. "Stiamo parlando di una minaccia di una persona che ha già ucciso - ha detto il pm Armando Spataro durante la conferenza stampa che ha illustrato l'arresto - il pericolo derivante dal profilo del personaggio non ci ha permesso nessuna minimizzazione". Ma quali sono le persone con cui ce l'ha esattamente, Sandalo? Dal Veneto alla Toscana, ovunque vi sia qualche iniziativa per impedire la costruzione di moschee (inclusa quella di Colle Val D'Elsa), c’è anche Sandalo. Un comunicato firmato con la sua casella di posta elettronica afferma che bisogna «Smascherare e isolare i collaborazionisti italiani (comunisti e vari) del terrorismo di Hamas e Hezbollah». Negli ultimi tempi era diventato militante di «Sos Italia», organizzazione che indica come manifesto ideologico «gli scritti di Papa Benedetto XVI, dell’ex presidente del Senato Marcello Pera, del giornalista Magdi Allam e della scrittrice Oriana Fallaci».

Ebbene, si dà il caso che il sottoscritto sia un immigrato egiziano e musulmano che rivendica pubblicamente i diritti degli immigrati, anche islamici, in Italia. Si dà il caso che il sottoscritto sia un collaboratore del quotidiano comunista Il Manifesto. Si dà il caso che il sottoscritto abbia firmato sul quotidiano in questione articoli indignati sugli attentati alle moschee e sulle campagne contro la costruzione di edifici di culto islamici, in particolare la Moschea di Colle Val D'Elsa. Si dà il caso che sullo stesso giornale e su internet io abbia firmato editoriali molto critici su Magdi Allam e Oriana Fallaci. Si dà il caso che il sottoscritto sia stato premiato con la "Mezzaluna d'Oro" dell'organizzazione Islamic Anti Defamation League- in presenza dell'Imam di Colle Val D'Elsa - proprio nel giorno in cui sia Magdi Allam che Oriana Fallaci venivano premiati a Milano con l'Ambrogino d'Oro. Si dà il caso che la nuova identità di Sandalo sia stata svelata proprio grazie ad un intervento della Islamic Anti Defamation League, presente per contro-manifestare in concomitanza con un presidio "anti-islamizzazione" organizzato da un "Osservatorio sul Diritto Italiano" in cui era presente Sandalo. Leggiamo su Repubblica di allora: «Ti abbiamo riconosciuto, sei Roberto Sandalo. Dacia Valent, ex parlamentare Pdci, e Giuseppe Fallisi, il cantante anarchico autore de "La ballata del Pinelli smascherano l'ex terrorista di Prima Linea mentre scandisce slogan contro l'Islam a una manifestazione milanese dell'11 settembre».

Sempre su Repubblica di allora leggiamo anche che in quell'occasione Sandalo "in compagnia di alcune parapsicologhe della rivista online Lisistrata, ha continuato a negare la sua identità". Ebbene, si dà il caso che il sottoscritto sia stato accusato proprio dalla curatrice della rivista online Lisistrata di "diffamazione": la mia colpa è quella di aver criticato - sulle agenzie, l'Unità e il Manifesto (quindi quotidiani "comunisti") - la puntata di Anno Zero a cui quest'ultima aveva partecipato in qualità di presidente di un "Osservatorio sul Diritto internazionale e Italiano". E si dà il caso che l'esposto in cui sono accusato della supposta diffamazione, assieme a Dacia Valent, portavoce della Islamic Anti Defamation League, e Miguel Martinez, curatore del blog Kelebek - che avevano smascherato Sandalo - sia stato curato e presentato proprio dalla moglie dell'anti-islamico appena arrestato, Antonia Parisotto, la quale è - guarda caso - anche il responsabile legale dell'Osservatorio sul Diritto Internazionale e Italiano la cui presidente si ritiene diffamata. Ieri, Dacia Valent ha commentato con l'AdnKronos l'arresto ordinato dalla procura di Milano nei confronti di Sandalo: «Siamo stati noi i primi a sospettare di Roberto Sandalo per gli attacchi condotti contro le moschee e i centri islamici della Lombardia. L'arresto di Sandalo è solo un primo passo - afferma la Valent - La questione sta nello smantellamento di una rete di terrorismo razzista che in Italia cresce con il silenzio delle istituzioni». Ricordando che «noi della Iadl denunciammo il suo ruolo per primi lo scorso settembre nel nostro sito», l'ex parlamentare di origine somala sottolinea il ruolo fondamentale di Internet in questa vicenda. «Sandalo era uno dei più attivi membri del sito anti-islamico www.lisistrata.com - prosegue la portavoce della Iadl - inoltre è stato membro del movimento di Volpe Pasini, Sos Italia. Sappiamo che l'indagine non si ferma qui, e sappiamo che Sandalo non era solo».