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domenica 4 maggio 2008

Emigrare ancora

Emmanuel Shankaya e la moglie Lidia Salvaggio

Tu sei nero e qui non entri
Maria Teresa Martinengo, La Stampa

Triste e pesante. Vivere in una città che non considera alla pari degli altri suoi cittadini chi ha la pelle nera, è triste e pesante». Emmanuel Shankaya, cittadino dello Zambia, magazziniere, sposato con Lidia Salvaggio, infermiera al pronto soccorso delle Molinette, con il razzismo ha dovuto fare i conti tante volte da quando è arrivato a Torino, regolarmente, due anni fa. «Qui i neri non entrano», si è sentito dire l’ultima volta. L’ultima volta, quella che ha spinto lui e sua moglie a rivolgersi a La Stampa, risale a sabato scorso, a una normale notte di divertimento ai Murazzi di una giovane coppia, 35 anni lui, 29 lei, tra musica, amici, una birra.

«Era l’una, più o meno. Emmanuel è arrivato davanti al buttafuori dello “Splash” con una borraccetta di plastica in mano. Dentro aveva un po’ di birra che si era portato da casa - racconta Lidia, combattiva e amareggiata quanto e forse più del marito, conosciuto in Inghilterra alcuni anni fa. «Ha chiesto di entrare, io ero poco più indietro. Il buttafuori gli ha detto che con quella bottiglietta non era possibile. Emmanuel - dice la ragazza - gli ha risposto che l’avrebbe finita e poi sarebbe tornato. Così ha fatto. Dopo un po’ siamo tornati, Emmanuel gli ha mostrato che la borraccetta, una di quelle da bici, era vuota».

Emmanuel, il cui italiano vira all’inglese quando è preda dell’emozione, prosegue: «È stato a quel punto che il buttafuori ha detto “Qui i neri non entrano”». Lidia: «Eravamo stupiti, abbiamo discusso un po’. Gli abbiamo chiesto il nome, ma lui non ha voluto dircelo». Prima di qualsiasi domanda. Lidia Shankaya precisa: «Non pensare che fosse ubriaco, non lo era assolutamente. E se il problema era che prima si era presentato con quella borraccetta, bastava dirlo. Come si può usare il colore della pelle per discriminare? Come si fa a dire a una persona che può o non può fare una cosa in base alla sua origine?».

Il razzismo, Emmanuel e Lidia Shankaya lo hanno incontrato spesso da quando sono arrivati a Torino e - una colpa per una coppia come la loro? - hanno preso casa a San Salvario. «Se incroci un’operazione delle forze dell’ordine, parcheggiare e semplicemente camminare per tornare a casa, può costarti molta amarezza. E rabbia. Io amo correre e spesso corro. Ma a una persona come me, a San Salvario, questa passione in certe circostanze potrebbe costare molto cara». Lidia ed Emmanuel, che sull’episodio dell’altra sera presenteranno una denuncia, hanno già preso in considerazione l’idea di emigrare ancora: in un paese in cui la società multiculturale abbia messo radici più profonde.