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giovedì 8 maggio 2008

Fiera del Libro: concerto per la pace

di Farian Sabahi, La Stampa Web

Come smorzare le polemiche sull’invito rivolto ad Israele quale ospite d’onore della Fiera del Libro? A gettare acqua sul fuoco arriva la mostra “Islam e Ebraismo” che sarà inaugurata stasera (ieri per i lettori) alle 17.30 in presenza del console generale degli Stati Uniti David A. Bustamante e dell’ addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia al Cairo Franco Porcelli (nonchè di Elazar Cohen, ministro plenipotenziario dell'Ambasciata di Israele in Italia, Marco Gilli, Vice Rettore del Poltiecnico di Torino, Ilda Curti, Assessore all'integrazione della città di Torino, Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Michele Dell'Utri, Assessore alla Cooperazione Internazionale della Città di Torino. Erano presenti anche Tullio Levi, Presidente della Comunità Ebraica di Torino, Roberta Cerruto, rappresentante della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, Younis Tawfik, direttore del centro culturale italo-arabo e Yahya Pallavicini, Vice Presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana)

L’obiettivo – spiega il curatore Sherif El Sebaie – è “sfatare il pregiudizio secondo cui l’Islam sarebbe incapace di convivere pacificamente con le altre religioni”. Presidente dell’Associazione Inturin, il coraggioso El Sebaie ha lanciato l’evento con l’immagine provocatoria di due mani che si stringono: a un polso un braccialetto di cuoio regge un pendente a mezzaluna mentre nell’altro c’è la stella di Davide. Una campagna pubblicitaria che in questi giorni sta suscitando la curiosità di molti passanti che se la ritrovano sui muri di Torino.

Realizzata con il contributo del Politecnico e della Compagnia di San Paolo, la mostra è divisa in tre sezioni. Nella prima, allestita in collaborazione con il Pontificio Istituto Missioni Estere, si ripercorrono le vicende dei musulmani inseriti dal Museo della Shoah di Gerusalemme nella lista dei “Giusti tra le nazioni” per avere salvato vite ebraiche. Un tema poco noto, affrontato in dettaglio nell’avvincente saggio storico “Tra i giusti. Storie perdute dell’Olocausto nei paesi arabi” di Robert Satloff, in libreria a partire da oggi per i tipi di Marsilio.

La seconda sezione della mostra “Islam e Ebraismo” offre al visitatore una raccolta di fotografie in cui l’artista polacco Zbigniew Kosc ha immortalato le immagini dei luoghi di culto ebraici in Egitto, dimostrando così l’esistenza della libertà religiosa delle minoranze in uno dei Paesi islamici più importanti del Medio Oriente. Minoranza protetta anche in Tunisia, come dimostra la terza sezione che raccoglie preziosi tessili e ceramiche appartenuti alla comunità ebraica tunisina e ora nella collezione di Gianmario Gaia.

All’inaugurazione di stasera seguirà un concerto arabo-israeliano a ingresso libero e gratuito presso l’Aula Magna G. Agnelli del Politecnico, previsto per le ore 18. Ad esibirsi in “Voci di pace, quando musulmani, ebrei e cristiani suonano insieme” saranno l’israeliano Eyal Lerner e il libanese Ghazi Makhoul. “Perché”, commenta il presidente della comunità ebraica torinese Tullio Levi, “la storia dimostra che la convivenza tra Islam ed Ebraismo è stata non solo possibile ma fertile”.

E questa volta il merito della convivenza spetta al giovane musulmano Sherif El Sebaie: in Italia dal 2001, è consulente per l’integrazione ed è iscritto alla facoltà di Ingegneria al Politecnico di Torino, dove tiene un corso di arabo frequentato da centinaia di appassionati e curiosi. Figlio di un egiziano e di una greca, El Sebaie è nato ventisette anni fa al Cairo, dove ha studiato dai salesiani e ricevuto – in famiglia e a scuola - la formazione necessaria per farsi portavoce di quel dialogo indispensabile ai nostri tempi in cui le civiltà sembrano invece essere più propense allo scontro.