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lunedì 12 maggio 2008

Tra arte, storia e una convivenza possibile

Islam e Ebraismo tra arte, storia e una convivenza possibile

Daniele Silva, Torino Sette

Sfatare il pregiudizio secondo cui l'Islam non riesce a convivere pacificamente con le altre religioni. Questa è l'idea alla base di "Islam e Ebraismo. Arte, Storia, Convivenza", la mostra curata dallo storico dell'Islam Sherif El Sebaie che inaugura il 7 maggio nello spazio espositivo della Cittaddella Politecnica di Corso Castelfidardo 39. Non è un caso che la data d'apertura coincida con l'inizio della Fiera Internazionale del Libro: il lancio in contemporanea avviene proprio in risposta alle polemiche sulla presenza israeliana, una risposta che punta non solo al richiamo a una pacifica convivenza, ma soprattutto sulle testimonianze storiche di vicinanza culturale tra i due popoli, quello musulmano e quello ebraico.

L'esposizione - frutto della collaborazione tra il curatore di origine egiziana e l'allestimento realizzato dalla designer israeliana Vered Zaykovsky e lo studio torinese Civico13, che già di per sè è un bell'esempio di "convivenza" - si snoda su tre sezioni: la prima è opera del fotografo polacco Zbigniew Kosc, che ha ritratto luoghi di culto ebraici (sinagoghe e cimiteri) nelle città egiziane di El Cairo e Alessandria; la seconda è un percorso dedicato ai musulmani "Giusti tra le nazioni" citati a Yad Vashem, il Museo della Shoah di Gerusalemme, per aver salvato vite ebraiche durante la seconda guerra mondiale; la terza è una collezione privata di manifatture tessili e di ceramica di una comunità ebraica tunisina. Tutte testimonianze di come le due culture abbiano saputo convivere (e aiutarsi) nel corso dei millenni.

"Islam e Ebraismo" è organizzata con il patrocinio della Fiera del Libro, con il contributo di Città, Regione, Politecnico e della Compagnia di San Paolo, e con il sostegno delle Comunità Ebraiche di Torino e Casale e della comunità islamica locale. La mostra apre con un concerto, il 7 maggio alle 18 nell'Aula Magna G. Agnelli del Politecnico, anch'esso a impronta multietnica: suonano insieme Eyal Lerner (Israele) e Ghazi Makhoul (Libano).

PS: Al concerto erano presenti in 400.