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venerdì 9 maggio 2008

Una convivenza possibile e fertile

(Apcom)

"Una manifestazione del tutto in linea con i più volte auspicati richiami a una pacifica convivenza dei popoli". Il Quirinale descrive così la mostra 'Islam e Ebraismo. Arte, storia, convivenza' curata dallo studioso di storia del Medio Oriente Sherif El Sebaie, presso lo spazio espositivo Cittadella Politecnica a Torino.

L'esposizione sarà inaugurata mercoledì (7 maggio 2008, ndr) - alla vigilia dell'inaugurazione del Salone del Libro - al Politecnico di Torino con il concerto arabo-israeliano 'Voci di Pace. Quando musulmani, ebrei e cristiani suonano insieme' di Eyal Lerner (Israele) e Ghazi Makhoul (Libano).

"Spero che la nostra iniziativa sia un atto benaugurante per l'intero Salone" spiega El Sebaie. Mentre il ministro dell'Interno uscente Giuliano Amato "plaude all'evento" concepito per smorzare le polemiche per l'invito rivolto allo Stato ebraico come ospite d'onore della Fiera del Libro di Torino, in occasione del 60esimo anniversario della nascita di Israele.

Alla mostra 'Islam e Ebraismo' non mancherà comunque il contributo dei cattolici: la sezione dell'allestimento dedicata ai 'Giusti dell'Islam' è stata infatti realizzata in collaborazione con il Pontificio Istituto Missioni Estere, in contemporanea con il lancio del libro 'Tra i giusti' (ed. Marsilio) di Robert Satloff, direttore del Washington Institute per la politica del Vicino Oriente, dedicato agli arabi che hanno salvato vite di ebrei durante la Shoah.

"La storia dimostra che la convivenza tra Islam ed Ebraismo è stata non solo possibile ma fertile" commenta Tullio Levi, presidente della Comunità Ebraica torinese, che sarà presente all'inaugurazione assieme al Console generale per la Stampa e la Cultura degli Stati Uniti D'America, David A. Bustamante, l'Addetto scientifico dell'Ambasciata italiana al Cairo, Franco Porcelli, il Vice Presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Co.re.is), Yahya Pallavicini e Roberta Cerruto della Comunità di Casale Monferrato (*)

"E' compito di tutti gli uomini di buona volontà operare perché le cause che stanno alla base dell'attuale condizione conflittuale, che si protrae ormai da troppi anni, vengano rimosse e reagire con fermezza nei confronti di coloro che soffiano sul fuoco della contrapposizione"
afferma Levi.

L'allestimento, curato dall'architetto Vered Zaykovsky (Israele) e da Civico13 (Italia) è stato realizzato con il contributo del Politecnico di Torino, Compagnia di San Paolo, Regione Piemonte e Città di Torino. Tre le sezioni in mostra: fotografie di luoghi di culto ebraici in Egitto del fotografo polacco Zbigniew Kosc. Percorso dedicato ai musulmani inseriti dal Museo della Shoah di Gerusalemme, nella lista dei "Giusti tra le nazioni". Infine, per la prima volta in mostra, preziosi manufatti tessili e ceramici della comunità ebraica tunisina della collezione Gaia GianMario.

(*) Erano presenti anche Elazar Cohen, ministro plenipotenziario dell'Ambasciata di Israele in Italia, Marco Gilli, Vice Rettore del Poltiecnico di Torino, Ilda Curti, Assessore all'integrazione della città di Torino, Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Michele Dell'Utri, Assessore alla Cooperazione Internazionale della Città di Torino e Yunis Tawfik, Premio Grinzane e direttore del Centro Culturale Italo-Arabo di Torino.