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martedì 3 giugno 2008

Esperienze italiane

Un cittadino camerunense, trentareenne laureato con un impiego, in regola con il permesso di soggiorno, è stato aggredito con frasi di stampo razzista e spintonato violentemente da un automobilista che stava ostruendo il passaggio e verso il quale, dalla sua auto, aveva suonato il clacson. Solo due delle numerose persone che hanno assistito alla scena si sono dette pronte e testimoniare. Uno dei due è un avvocato, Roberto Bruzzi, che è anche intervenuto in difesa del camerunense. L'uomo ha presentato un denuncia in Questura, che lunedì prossimo verrà integrata dai due legali che lo assistono, Massimo Leone e Alfonso Marra. Ha scritto anche al sindaco per raccontare cosa è successo, ''per segnalare un episodio di cui sono stato vittima e che mi piacerebbe non venisse sottovalutato''. Così la lettera: ''mercoledì scorso verso le 20 stavo guidando in via San Mamolo; di fronte ad una macchina che stava ostruendo il passaggio, ho suonato il clacson. E' sceso un signore di circa 40 anni che parlava al cellulare e che, senza ulteriori motivazioni, ha cominciato a urlare insultandomi per motivi che poco hanno a che fare con i problemi di circolazione: 'sporco negro che c... fai, chi credi di essere negro di m..., ti spedisco in una scatola a casa tua, torna subito a casa tua'. Quando ho cercato di uscire, mi ha spinto violentemente dentro la macchina con lo sportello. Poi sono riuscito a uscire e mi ha preso per la camicia gridando 'ti spacco la testa negro puzzolente!'. Successivamente se ne e' andato parlando al telefono e dicendo 'C'e' un negro di m... che mi rompe le palle'. Mi sono sentito talmente umiliato da non riuscire neppure a reagire''. ''Non e' la prima volta che mi capita di essere oggetto di atteggiamenti di razzismo, ma questo caso - ha aggiunto - oltre ad essere stato particolarmente violento, ha avuto un altro strascico che mi ha amareggiato. Quando sono andato a cercare testimoni per sporgere regolare denuncia contro questa aggressione ingiustificata (cosa che ovviamente poi ho fatto), nessuna delle persone, tranne due, che sostavano davanti al bar Panoramica e che hanno assistito all'episodio mi ha dato la sua disponibilita' a testimoniare. Tutti - tranne le due persone che ringrazio - hanno sostenuto di non aver visto, ne' sentito niente. Non vorrei commentare ulteriormente questo episodio: ho semplicemente preso atto della presenza di un razzismo profondo - rabbioso, aggressivo e orgoglioso - e deciso di considerare conclusa la mia esperienza in Italia per incompatibilita'. Credo sia mio dovere pero' avvertire tutti quei cittadini bolognesi che credono che cose simili non possano accadere in questa citta'''. (Il Resto del Carlino)

Il ballerino Kledi Kadiu è stato vittima di un'aggressione dai connotati xenofobi a Roma ed è stato medicato al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni. Il danzatore albanese, molto noto in tv per le sue esibizioni a "Buona Domenica", "C'é Posta per te" e soprattutto "Amici", non riesce ancora a spiegarsi le ragioni dell'aggressione subita da tre ragazzi all'interno della scuola di danza da lui stesso diretta in via Castro dei Volsci al quartiere Appio a Roma. "Stavo parlando con i genitori di alcune ragazze del mio corso - racconta Kadiu - come faccio ogni anno prima del saggio finale della scuola, che si terrà domani al teatro Orione. Mentre parlavo con loro, é stata la mia segretaria a farmi notare che c'erano tre individui che mi stavano riprendendo con delle telecamere digitali. Mi sono avvicinato e ho chiesto loro chi fossero e perché stavano facendo una ripresa. A questo punto uno dei tre mi ha detto "Te lo faccio vedere io chi sono albanese di merda" mi ha preso per il collo e mi ha gettato sul tavolo della direzione della scuola davanti ad alcune decine di testimoni. (ANSA)