Notizie

Loading...

venerdì 13 giugno 2008

Forza Romania. Abbasso gli Azzurri

La partita Italia-Romania che si svolgerà oggi pomeriggio arriva poche ore dopo la macabra risoluzione del caso di Verona. Per chi non lo sapesse, una coppia di assassini italiani (sulla stampa parlano invece di "fidanzati") ha bruciato il proprio dipendente rumeno (28 anni) per incassare i 900.000 euro dell'assicurazione sulla vita che il giovane è stato costretto a firmare a loro favore come condizione per essere messo in regola. Un caso che non solo non ha riscosso neanche l'1 per mille dell' attenzione mediatica di cui avrebbe invece goduto se i ruoli di vittima e carnefici fossero invertiti, ma che - oltre il danno, la beffa - ha visto persino un autorevole firma del Corriere affermare che "sarebbe ingiusto se i giornali di Bucarest scatenassero una campagna anti-italiana cavalcando la notizia di Verona. Tanto più se la collegassero col caso di Ion Cazacu, l'ingegnere rumeno che faceva il muratore a Gallarate e fu bruciato vivo dal datore di lavoro, che aveva venti operai, tutti in nero" e quindi "a maggior ragione se sottolineassero la sproporzione tra lo spazio riservato a questi due delitti brutali e quello assai più vistoso dato alla tragedia di Vanessa Russo, la ragazza uccisa con una ombrellata in un occhio nella metro di Roma da una rumena che ha preso 16 anni di carcere". Che fosse ingiusto invece scatenare una campagna, durata mesi e mesi, di odio anti-rumeno e anti-rom - giocando anche e non solo sulla confusione e i pregiudizi - nessuno ha pensato di dirlo ancora, sul quotidiano che vanta l'indiscutibile primato dello sdoganamento del razzismo e dell'islamofobia in Italia.

La partita Italia - Romania arriva quindi come un'occasione di riscatto simbolico per migliaia di rumeni che vivono terrorizzati in un paese che ha individuato proprio in loro - freschi di adesione all'Unione Europea - il nuovo capro espiatorio. La dice lunga il fatto che sul Sole24Ore venga riferito che "Il match con la Romania inevitabilmente potrebbe assumere una connotazione anche vagamente politica, visto il clima da caccia al rumeno diffusosi negli ultimi mesi in Italia. La Nazionale di Piturca giocherà anche per i suoi emigranti nel nostro Paese, i quali seguiranno la partita in casa o tra amici. I rappresentanti delle comunità rumene in Italia invitano i concittadini a non festeggiare in strada, in caso di vittoria della Romania contro l'Italia per non creare disordini e non rischiare brutte avventure. Più che un'eventuale ko dell'Italia del calcio, forse è questa la vera sconfitta da recuperare". Non si può quindi che simpatizzare e solidarizzare con i rumeni che seguiranno nel chiuso delle proprie case la partita che vede coinvolta la loro squadra del cuore, col terrore di scendere per strada in caso di vittoria per non finire in qualche falò acceso dagli italiani-brava-gente, capeggiati e rappresentati da politici che non hanno esitato a bollare la Nazionale di un paese civile come la Francia come una squadra che ha perso ai Mondiali perché ha "schierato negri, islamici e comunisti" e da commentatori sportivi che individuano negli "stranieri" la principale causa della crisi della difesa italiana negli Europei.

Normalmente, gli articoli in cui mi schiero contro la benemerita (sic) squadra che rappresenta l'Italia sono quelli che mi valgono gli insulti più fantasiosi oltrechè le accuse di "Anti-italianità". E' successo - per esempio - quando ho scritto una serie di articoli in cui ho stigmatizzato la discutibilissima "Vittoria" ai Mondiali: un tripudio di commenti, gran parte dei quali mi hanno lasciato sconvolto non tanto per il contenuto quanto per la solerzia con cui sono intervenuti (ovviamente a difesa degli Azzurri) anche anonimi lettori di questo blog che mai prima di allora avevano ritenuto utile dire la loro sui temi molto più importanti e vitali che questo sito modestamente propone. Ma anche questo è indice di quanto siamo caduti in basso: quando i temi dell'integrazione, del multiculturalismo, del rispetto per l'altro non riscuotono la stessa attenzione di cui invece godono alcuni ragazzotti che prendono a calci una palla, significa che siamo arrivati proprio alla frutta. E la cosa più grave - lo dissi anche allora - è che persino all'immigrato, vessato e discriminato in tutti i modi possibili, venga imposto di festeggiare la vittoria degli Azzurri, anche se gli sono antipatici, pena essere bollato come "Anti-italiano" e "non integrato". Ora invece scopriamo che in Italia non si può nemmeno festeggiare nel caso dovessero perdere gli Azzurri, per paura che si scatenino i pogrom.

Per questo motivo io - che non amo nè seguo il calcio - dico: Forza Romania e abbasso gli Azzurri. Spero, con tutto il cuore, che il Venerdi 13 risulti loro fatale. E se questa affermazione da sè basta per bollarmi come "immigrato non integrato" e "anti-italiano" di cui invocare addirittura l'espulsione, questa sarà la dimostrazione che c'è ancora molto da fare in questo paese. Molti tabù da abbattere, molti paletti da fissare. E soprattutto molte priorità da definire. Ecco perchè se dovesse vincere la squadra rumena, mi auguro che i rumeni scendano in massa - a migliaia - per le strade, a festeggiare e a brindare fino a notte fonda. Vediamo se gli italiani andranno a fare loro gli auguri, condividendo uno dei rari momenti di felicità per gli immigrati in questo paese o se invece si scateneranno i pogrom come prospettato dal Sole24ore. Vediamo se le forze dell'ordine saranno in grado di garantire l'ordine pubblico e i diritti civili. Perché se questo non dovrebbe succedere, allora dovremo porci delle domande molto serie su ciò che questo paese vuole diventare. E se dovessero vincere gli Azzurri, mi direte voi? Già. Mi auguro che i rumeni scendano a festeggiare con gli italiani. Personalmente me ne farò una ragione. Dopottutto, Jean de La Bruyère diceva: "Ci sono certe cose in cui la mediocrità è insopportabile: la poesia, la musica, la pittura, i discorsi pubblici". Non mi risulta che nell'elenco fosse incluso il Calcio.