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domenica 22 giugno 2008

Non lo vendo mica agli italiani

La Stampa

Due ambulanti insospettabili. Niente precedenti penali, mai un guaio con la giustizia, una discussione, un alterco. Niente di niente che potesse far pensare a persone in grado di mettere in piedi un sistema così marcio di vendita. Anche loro sembrano non rendersi conto di quanto hanno combinato. Davanti ai poliziotti della Stradale hanno allargato le braccia: «Se non vendiamo questa merce, perdiamo troppi soldi. E poi in fondo è buona. Mi vorrà mica dire che lei non mangia un formaggio scaduto da un mese. Guardi, guardi lo yogurt, scadeva 20 giorni fa, ma non fa male a nessuno». Ironia a parte, il tentativo di farla franca è risultato pacchiano.

Come terrificante è sembrata la giustificazione che uno dei due ambulanti ha dato agli uomini delle volanti: «Guardi che io questo cibo non lo vendo agli italiani. Sappia che ci sono romeni che lo comprano volentieri pur di risparmiare. E poi, si sa, i romeni hanno lo stomaco duro». Ignoranza e pregiudizio insieme nelle parole di questo venditore francese di 41 anni residente a Venaria. Lo hanno fermato con moglie al seguito. Durante il controllo e davanti alle contestazioni degli agenti sembravano straniti: «Ma come? ci controllate il cibo? Qui è tutto a posto». Tutto falso e tutt’altro che a posto. L’altro ambulante è una donna M.T.M, 44 anni, di Villarbasse. E’ lei che spiega agli agenti il trucco del frigo fantasma: «In realtà succede cosi, registrare alla motorizzazione il carico frigo vuol dire certificare la presenza di un motorino di raffreddamento nel vano auto. La certificazione di quel motore costa molto. E quindi alcuni, non registrano il motore e mantengono soltanto le pareti isolanti. Sembra un frigo, ma non è raffreddato».

Un terzo ambulante ha spiegato anche «che la merce scaduta a volte si compra a stock da alcuni supermercati». Sistema rodato a detta dell’uomo: «Quando i prosciutti in vaschetta e i salami stanno per scadere li vendono a noi al prezzo di un terzo. Noi li compriamo perché sono ancora buoni e poi li rivendiamo». «Detto ciò – ha aggiunto – io stavo portando questa roba al macero». Peccato che agli agenti avesse raccontato un attimo prima di essere di ritorno dal mercato di Sangano. L’acquisto della merce ormai scaduta – o prossima alla scadenza – avverrebbe chiaramente in nero. «Ma se non facciamo così, in Italia, non guadagna più nessuno, non crede maresciallo?» dice l’uomo – con una gaffe tragicomica - al poliziotto che non ha più voglia di ridere e lo guarda trasecolato. Andando a fondo nelle deposizioni si scopre anche che la merce, una volta portata in magazzino, veniva depositata in un frigo ad alimentazione elettrica. Peccato che le mozzarelle e il prosciutto – una volta sul camion– viaggiassero a 20 gradi, temperatura ambiente.