Notizie

Loading...

lunedì 23 giugno 2008

¡Que Viva España!

E' accaduto ai tifosi spagnoli residenti in Italia ciò che i quotidiani italiani paventavano invece per i tifosi rumeni: dopo la vittoria della Spagna contro l'Italia, un centinaio di tifosi spagnoli che assistevano alla partita di fronte al megaschermo montato in piazza Duomo a Milano, sono stati aggrediti dalla folla e costretti a fuggire dalla piazza. Prima gli insulti, poi l'aggressione da parte di alcune decine di tifosi a torso nudo, con tatuaggi e teste rasate che brandivano caschi e bottiglie di vetro. Gli aggressori si sono impadroniti di due bandiere spagnole, subito date alle fiamme. Sulla piazza, dopo la partita, sono rimaste solo le squadre di agenti in abbigliamento antisommossa e le ambulanze intervenute per soccorrere i tifosi spagnoli aggrediti. «Di fianco a noi - ha commentato Marc, 23 anni di Barcellona - c'erano cinque uomini delle forze dell'ordine, ma nessuno ha mosso un dito» mentre Laura, 20 anni, di Alicante, racconta: «Ci hanno inseguito fino sotto i portici di Corso Vittorio Emanuele, tiravano sedie, bottiglie e ci insultavano. Uno aveva un casco da moto in mano, con cui inseguiva noi spagnoli». Conclude Paula, 25 anni di Malaga: «Ho avuto molta paura, certe cose, almeno in competizioni come gli Europei e i Mondiali, in Spagna non succedono, anche se so che il tifo italiano è spesso esagerato». Viene da chiedersi infatti come è che un gruppo di scalmanati è riuscito a rincorrere indisturbato centinaia di tifosi spagnoli, buttando bottiglie e sedie in giro, e poi allontanarsi rovesciando cestini lungo corso Vittorio Emanuele, senza che nessuno sia intervenuto. Sono proprio queste reazioni (o, meglio, non-reazioni) che spingono a porsi domande preoccupanti sul clima generale che si respira in Italia. La sconfitta degli Azzurri era quindi una necessità: come dicevo in un'altro post, a questa Italia serviva uno schiaffo morale pari a quello dato alla Germania delle Olimpiadi del 1936 dalla vittoria dell'altleta di colore James Cleveland Owens. Inutile dire che auspicavo, con tutto il cuore, la vittoria della Spagna. Dopottutto, sono stati proprio i membri del governo spagnolo ad affermare che essi rifiutano "la violenza, il razzismo e la xenofobia, e pertanto non possono approvare quanto sta succedendo in Italia" e che le politiche sull'immigrazione del governo italiano "pongono l'accento più sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno" e "intendono criminalizzare il diverso". E non venitemi a dire che il calcio non c'entra niente con la politica: era impossibile non investire questi Europei di qualche valenza politica. E' molto interessante infatti annotare chi sono stati gli avversari dell'Italia in questi Europei: la Romania, i cui immigrati ancora oggi soffrono la xenofobia anti-rumena e anti-rom e i cui quotidiani auspicavano una vittoria contro "l'Italia xenofoba". La Francia, la cui Nazionale era stata pesantemente insultata dall'attuale Ministro Calderoli in quanto composta da "negri, islamici e comunisti" dopo una vittoria ottenuta grazie alla provocazione di cui è rimasto vittima il giocatore francese di origine araba Zidane, e infine la Spagna, che aveva aspramente criticato il clima vigente in Italia nei confronti degli stranieri. Dopo questa lunga carrellata, la domanda sorge spontanea: c'è almeno qualche paese europeo che non sia stato coinvolto nelle querelle "razziali" che dominano l'agenda mediatica e sociale italiana?