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giovedì 26 giugno 2008

Questa società che si professa civile

Valentina Beltrame, Il Resto del Carlino

Prese in giro continue, battute crudeli e scherzi, fino a uno sputo in faccia, l’altro ieri nello spogliatoio della palestra. Il padre di un ragazzino, che frequenta la prima in un istituto superiore di Modena, ha deciso di denunciare gli atti di bullismo che subisce il figlio. Bullismo che sfiora il razzismo, visto che il ragazzo, di origine orientale, viene preso in giro da alcuni compagni di scuola che lo chiamano "cinese" o "muso giallo". "Mio figlio è attivo in parrocchia, negli scout, nello sport — racconta il padre — ed è perfettamente integrato. Quando lo lasciano integrare. Perché in questa società che si professa civile, multietnica, democratica non è così facile. Soprattutto a scuola. In tre anni di medie e uno di superiori mio figlio ha totalizzato una frattura della mano, un pugno in faccia, un recente sputo e non so quanti ‘muso giallo’ e sfottò vari". Negli anni scorsi il ragazzino, preso di mira per i suoi occhi a mandorla, era stato picchiato da un gruppo di bulli con un bastone, mentre in un’altra occasione è finito al pronto soccorso per un pugno al volto.

L’ultimo episodio, lo sputo in faccia, è avvenuto nell’ora di educazione fisica: negli spogliatoi della palestra era nato un battibecco tra alcuni ragazzi per futili motivi. Una parola tira l’altra e alla fine il ragazzino di origine straniera, ma che parla bene il modenese, è stato colpito da uno sputo in pieno viso. Un atto incivile e che può ferire più di un pugno. "Mio figlio — aggiunge il papà — come mi hanno riferito anche i professori, non ha reagito. Ha solo raccontato quello che era successo all’insegnante e poi al preside. Penso che la prossima volta che succederà un episodio di intolleranza, vista la totale inutilità di tanti tentativi di dialogo e di mediazione, proverò le vie legali, ma non so se servirà neanche questo. Sono stanco e amareggiato — aggiunge — Non so come spiegare in modo convincente ai miei figli che gli italiani ed i modenesi in particolare sono civili, che non è vero che sono razzisti, e che alla fine vincono i buoni. Ma non è facile quando succedono queste cose. Capisco la crudeltà degli adolescenti, ma ora stiamo esagerando. Mio figlio è di fonte a uno stillicidio di prese in giro solo per i suoi lineamenti".

Il genitore non se la prende con la scuola, in cui ha trovato l’appoggio dei professori e del dirigente scolastico, ma piuttosto con i genitori di questi bulli che dovrebbero educare meglio i propri figli: "Credo serva una riflessione sull’educazione dei ragazzi — dice — non solo a scuola ma anche a casa". Ha intenzione di cambiare scuola a suo figlio? "Non credo sia questa la soluzione — conclude — la mentalità dei ragazzi è la stessa in tutti gli istituti. Però, ripeto, la prossima volta farò denuncia". Il preside della scuola in questione ha ammesso il ‘fattaccio’, confermando che, sebbene la scuola sia finita, saranno presi dei provvedimenti nei confronti dell’autore dello sputo: "Ho già parlato con le famiglie — spiega il dirigente scolastico — e con i genitori concorderemo la giusta punizione. Il bullo potrebbe venire, per esempio, a fare qualche lavoro utile a scuola durante le vacanze. Dopo l’episodio — aggiunge — ho parlato con gli studenti coinvolti nella lite, cercando di fare capire loro che hanno sbagliato. In prima ci sono delle difficoltà di integrazione e socializzazione tra i ragazzi — conclude il preside — non solo nei confronti degli stranieri. Basta anche una piccola diversità, un difetto, per innescare le prese in giro. Il compito della scuola è quello di prevenire questi comportamenti e il nostro istituto sta cercando di puntare, oltre che sull’insegnamento di italiano e matematica, anche sull’educazione alla vita".