Notizie

Loading...

martedì 17 giugno 2008

Vive la France. Abbasso gli Azzurri.

Caro Sherif,

Subito premmetto che adoro leggerti e sono affezionatissimo al tuo blog. Molto spesso mi trovo a sposare in pieno i tuoi argomenti anche forti, che a molti risultano sgraditi proprio perche' centrano in pieno il bersaglio, soprattutto a proposito di immigrazione. Ma in una circostanza mi chiedo se tu non abbia fatto una sorta di passo falso, che puo' aver danneggiato sia te, sia i tanti deboli che difendi nei tuoi post. Temo che tu, nell'avere indicato nella partita di calcio Italia-Romania una occasione di riscatto per i Romeni vittime di ingiustizia, abbia fatto involontariamente un po' il gioco alla Magdi Allam, il quale anziche' usare la propria posizione per placare gli animi, ha sempre scelto di andare a pescare col lumicino notizie insignificanti dall'Italia e dall'estero e presentarle in maniera distorta per alimentare scontri e odio. Da una parte non ho alcun dubbio sulla tua buona fede, sicuramente la tua intenzione era in difesa del debole e questo ti fa onore sempre. Dall'altra ahime' forse non ti sarai soffermato a pensare alle conseguenze della tua tesi; primo per la tua stessa immagine: ti ricordo che non ti sei limitato a dire Forza Romania per appoggio verso di loro, il che e' sacrosanto, ma ti sei spinto a gufare malamente contro gli Azzurri, con odio quasi 'magdiano': se conosci bene come sono fatti gli Italiani, sai che non puoi ottenere nulla di buono mettendoti contro la sacra nazionale di calcio per puro spirito di scontro. Perche' i piu' colti la sanno gia' la verita', sono i meno colti (tifosi sfegatati di calcio) che devono imparare la lezione di civilta' verso gli immigrati. Poi, e ben piu' gravemente, forse non ti sarai soffermato a pensare alle conseguenze della tua tesi per i tanti Rumeni sul territorio italiano: gia' sono additati come la causa di tutti i mali nazionali, ci manca solo che tifosi incazzati che spesso agiscono in maniera irrazionale e incivile, si sfoghino contro di loro. E infatti, come temevo e' accaduto! Immigrati indifesi accerchiati e picchiati e' una vera tragedia, penso che importi poco che facciano cifre utili che dimostrino quanto avevi ragione. Lo sappiamo gia' che hai ragione, i numeri finora parlano chiarissimo, anzi tuonano, e ti danno ben ragione contro la presunta gentilezza e accoglienza di noi italiani: non era necessario attendere, e forse rischiare di creare, altri numeri di conferma. Mi chiedo se per caso tu non abbia realizzato a mente fredda che possa essere stato un grosso errore uscire con quel Forza Romania e abbasso gli Azzurri in un momento cosi' delicato, dove le conseguenze della violenza non le subiamo ne' tu ne' io. Con immutata stima,

E.G, Londra

Carissimo,

Innanzittutto non mi posso esimere dal ringraziare sia per i
gentili complimenti che mi mettono in imbarazzo che per il tono e il contenuto della lettera, entrambi indice di grande civiltà. Cerco di affrontare subito il nocciolo del problema, ovvero la mia "lettura socio-politica" della partita Italia-Romania. In giro si sente sempre dire che una partita è una partita e che il calcio non ha nulla a che vedere con la politica. Questo sarebbe vero in un mondo ideale perché la verità - sotto gli occhi di tutti - dice chiaramente che calcio, affari e politica sono strettamente intrecciati. Molti politici vengono eletti perché proprietari di squadre calcistiche che contano sul voto di masse di tifosi. Gli stessi referenti dell'estrema destra, sdoganati dal sistema politico, controllano pacchetti di voti concentrati soprattutto nelle curve. Striscioni e cartelli politici vengono esposti e anche scontri di natura politica si consumano soprattutto durante - o dietro - le partite. Nel merito della partita Italia-Romania quindi, non è stato il sottoscritto a dare "valenza politica" all'evento. Ma i quotidiani italiani e rumeni e le stesse tifoserie. Il Sole24Ore ha presagito scontri di natura xenofoba in caso di vittoria della Romania. La Stampa ha illustrato il clima di paura vigente tra i rumeni. I quotidiani italiani hanno raccolto decine di testimonianze da parte di tifosi italiani che affermavano "Non sono razzista ma...non mi avrebbe fatto piacere la vittoria della Romania". I quotidiani rumeni stessi hanno incitato i loro giocatori a vincere per dare una lezione "agli italiani xenofobi". Era già evidente a tutti, quindi, la valenza metaforica della partita in questione anche se a noi potrebbe far piacere pensare il contrario. Non ho pescato col lumicino qualche notizia di cronaca nera per imbastire un caso dal nulla: ho solo rilevato una situazione presente. Un dato di fatto.

Gisutamente mi dici: "se conosci bene come sono fatti gli Italiani, sai che non puoi ottenere nulla di buono mettendoti contro la sacra nazionale di calcio per puro spirito di scontro". Giusto. E so altrettanto bene che sono capaci di unirsi solo in occasione delle partite o per lamentarsi degli extracomunitari. Puoi quindi immaginare benissimo quale miscela esplosiva avrebbe innescato un'eventuale vittoria della Romania, lo stato "extracomuntario" (sic) per eccellenza. Ma di fronte a questo rischio, cosa avrebbe dovuto fare il sottoscritto? Tifare la Nazionale per non urtare la suscettibilità autoctona o invitare i rumeni a stare in casa in caso di vittoria? Io ho scelto di dire semplicemente la mia: tifo Romania perché nella sua ipotetica vittoria avevo visto l'occasione di sferrare all'Italia - che mezz'Europa critica per la sua xenofobia - uno schiaffo morale pari a quello dato alla Germania delle Olimpiadi del 1936 dalla vittoria dell'altleta di colore James Cleveland Owens che sale sul primo gradino del podio per ben 4 volte. Anche nel sopracitato caso, qualcuno avrebbe potuto dire: e che c'entra, sono solo giochi! E invece non sono solo giochi: sono occasioni per dimostrare che anche quelli considerati "inferiori, le cause di tutti i mali della nazione" possono vincere. E riscattare con la loro vittoria, almeno moralmente, la dignità ferita da una propaganda apertamente xenofoba che si protrae da anni. Questa si che sarebbe stata, per gli italiani, una grande "lezione di civilta' verso gli immigrati".

Mi si dice che non mi sono "soffermato a pensare alle conseguenze della mia tesi per i tanti Rumeni sul territorio italiano". Allora chiariamo subito - anche se mi sembrava ovvio - che se mai ci fossero state conseguenze tragiche in caso di vittoria della Romania, queste non sarebbero state la mia responsabilità ma quella dei tifosi incivili che avrebbero scatenato contro gente inerme in festa la peggiore delle nefandezze. Incolparmi mi ricorda la favola del lupo che disse all’agnello: “Stai sporcando l’acqua che bevo!” e l’agnello rispose: “Ma se sto più in basso!”. Quale sarebbe stata, infatti, la mia colpa? Quella di invitare i tifosi della Romania a scendere per strada e festeggiare come cittadini liberi la vittoria della loro squadra del cuore, allo stesso modo in cui gli italiani avrebbero festeggiato la loro Nazionale? Pensare alle conseguenze negative della mia tesi avrebbe significato proprio questo: piegarmi all'odioso e violento ricatto delle tifoserie scalmanate e incivili, perpetuare il clima di paura e omertà di cui sono vittime gli stranieri e soprattutto mostrare diffidenza nei confronti dell'operato delle forze dell'ordine, preposte a garantire la civile convivenza anche in caso di episodi eccezionali come può essere la vittoria della squadra che rappresenta centinaia di migliaia di immigrati contro quella che rappresenta la popolazione autoctona. Per questi motivi, ancora una volta dico: Vive la France, Abbasso gli Azzurri. (E si badi bene, non ho mai detto "Abbasso l'Italia". Questo sì che sarebbe stato deplorevole).