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venerdì 11 luglio 2008

Tornate in Africa!

Quella Bmw grigia le sta incollata dietro, con il clacson che sembra impazzito. Betty Amadin imbocca allora Viale Ungheria: l’auto continua a seguirla. Fa inversione a U. Ma è inutile, è sempre lì. Alla fine si ferma davanti al negozio di un’amica, nigeriana come lei, e abbassa il finestrino. L’uomo scende dalla Bmw e la riempie di pugni. Il volto di Betty adesso è una maschera di sangue, la sua bimba di un anno piange a dirotto sul seggiolino posteriore, mentre lui urla «Tornate in Africa! Andate via, non vi vogliamo!». La gente dalle finestre applaude e ripete quel barbaro incitamento. «La bambina non ha più dormito per una settimana» racconta Betty, in Italia da dieci anni e moglie di un friulano. Già, perché l’episodio, raccolto da un giornale locale, si è svolto in giugno nel centro di Udine. Scene di caccia nell’Alto Nordest. E anche nel Basso, con quel capotreno bolognese dell’Espresso Palermo-Milano che dà della «sporca negra» a una donna ghanese e all’altezza di Reggio Emilia le scaraventa i bagagli giù dal treno, strattonandola e insultandola. (Il Messaggero)