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martedì 23 settembre 2008

Il linguaggio fiorito del Fratello Colonnello

Del Fratello Colonnello Muammar Gheddafi si può dire di tutto e di più, ma non lo si può certo accusare di non aver difeso abbastanza la dignità del popolo libico, della nazione araba e del mondo islamico. Il forte valore simbolico delle sue decisioni coraggiose, seppur controverse, non si può assolutamente mettere in dubbio, soprattutto di questi tempi. Solo per fare qualche esempio: l'esproprio dei beni italiani con la conseguente espulsione di circa 20.000 coloni, la firma di un accordo di maxi-risarcimento (5 miliardi di dollari) per i danni subiti dal colonialismo italiano, l'obbligo della compilazione dei dati del visto di ingresso in Libia in lingua araba, il respingimento di circa 2500 italiani in crociera con passaporti privi di traduzione poiché salpati prima che la norma entrasse in vigore, la presa di posizione contro l'eventuale nomina di Calderoli a Ministro e - ultimamente - il secco comunicato con cui l'ambasciata libica ha fatto sapere al Ministro Maroni (che dopo aver accusato la Libia di scarsa collaborazione nel contrasto dei clandestini si è detto pronto a visitare il paese a bordo di una motovedetta) che la Gamahiriya "rifiuta il suo arrivo in questo modo spettacolare e, se desideriamo riceverlo, saremo noi a indicare la data e il modo in cui potrà arrivare". Queste misure possono sembrare arbitrarie, tendenziose, poco diplomatiche e persino di cattivo gusto. Per molti occidentali, forti dell'appoggio delle proprie rappresentanze consolari, del proprio passaporto e del valore d'acquisto della propria moneta, quelle di Gheddafi possono sembrare vere e proprie eresie. Ma anche i proclami di certi amministratori pubblici che si mettono a berciare dai palchi delle sagre dei villaggi italiani, sono poco diplomatiche e di cattivo gusto, per non aggiungere altro. A proposito di sagre, mi risulta che alla festa della Lega, il prosindaco Gentilini abbia ultimamente invitato i musulmani ad andare "a pisciare nelle loro moscheeeee" salvo poi invitarli ad andare "a pregare nei desertiiiii!" essendo lui stesso "contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici". Ok, passi pure per la preghiera nel deserto. Ma se i musulmani devono pisciare nella moschea, qualche moschea la dovrà pur costruire, no? La cosa interessante è che questo delirio (comprensivo di "eliminare i bambini che vanno a rubare", "turaccioli per ficcarli in bocca e su per il culo ai giornalisti che infangano la Lega", "rivoluzione contro la magistratura", e un "Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini") è andato in onda subito dopo un'investitura del Ministro Maroni, che - va detto - è uno dei personaggi più rispettabili e moderati del movimento leghista. Pare che quello di Gentilini sia solo un "linguaggio colorito" e di conseguenza i cittadini extracomunitari non dovrebbero offendersi. Sono perfettamente d'accordo. Ecco perché spero vivamente che anche i cittadini italiani imparino ad apprezzare il linguaggio fiorito (e molto pratico) del Fratello Colonnello.