Notizie

Loading...

martedì 2 settembre 2008

Mi hanno preso gli Americani (I)

"Il portatore di questa tessera è un'ospite invitato dal governo degli Stati Uniti, che viaggia ufficialmente sotto gli auspici del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America. Qualsiasi cortesia potete estendere a questo ospite ufficiale assisterà enormemente il Dipartimento di Stato nel compimento della sua missione". Cosi recita la tessera che mi è stata consegnata al mio arrivo a Washington lo scorso luglio. Subito dopo, ho profondamente riflettuto - ancora una volta - su ciò che la parola "ospite" significa per me, su quello che significa per gli Stati Uniti e su come invece viene comunemente intesa in Italia, specie se riferita ad un cittadino straniero ed in particolare extracomunitario (Ah, mentre ero negli USA ho seguito - vergognandomi come se fossi italiano - le cronache legate all'immigrazione nel bel paese: la dichiarata "emergenza immigrazione" manco fosse un uragano, i pestaggi degli extracomunitari ad opera di balordi ma anche di vigili, l'umanitaria evacuazione (sic) dei rifiugiati politici che cercavano un tetto nel duomo di Napoli). Avremo senz'altro modo di parlarne ancora, ma cominciamo da capo: com'è che sono finito negli Stati Uniti, ospite del governo americano?

L'invito che mi è stato rivolto agli inizi del 2008 è stato il punto di arrivo di un lungo periodo in cui ho avuto il piacere di interloquire con le missioni diplomatiche statunitensi in Italia. In un certo senso quindi, questo è stato un viaggio alla ricerca di conferme, non di risposte. E fra le tante conferme giunte, quella che più mi preme di comunicare ai lettori di questo blog e in particolare ai lettori musulmani, sono gli sforzi positivi e propositivi che gli Stati Uniti stanno portando avanti per la promozione del dialogo con le comunità islamiche residenti in Europa.(lo so, sembra "propaganda" ma non lo è). Molti lettori si meraviglieranno, poichè l'attuale disastrosa politica estera statunitense induce a immaginare un paese che agisce solamente sulla strada del confronto armato trascurando quella del dialogo. E invece non è cosi, ma - come al solito - è l'aspetto peggiore, quello che viene esaltato dai media. Niente di nuovo sotto il sole, e sono rimasto sconvolto nello scoprire che la regola mediatica vale anche persino per gli aspetti positivi della politica della superpotenza mondiale.

Pur essendo questo il mio primo viaggio negli Stati Uniti, avevo già un'idea molto chiara sul paese, la sua storia e la sua politica interna ed estera. Non a caso avevo più volte invocato l'applicazione del modello statunitense di integrazione anche in Italia. Certo, è un modello che presenta elementi positivi e negativi, ma io ero - e lo sono ancora di più oggi- perfettamente convinto che ispirarsi quanto meno a tale modello sarebbe stato meglio della completa ed assoluta assenza di un qualsivolgia modello di integrazione, come avviene invece in Italia. Converrete con me che aver l'opportunità non solo di visitare gli Stati Uniti ma di studiare l'integrazione e il multiculturalismo statunitensi, in un' ottica culturale ed economico-imprenditoriale e con una particolare attenzione alla comunità islamica era un'occasione del tutto unica.

In effetti, l'invito che mi è stato rivolto dal Consolato Statunitense specificava che avrei partecipato all' "International Visitor Leadership Program": "un programma di scambi culturali amministrato dal Dipartimento di Stato" che "si basa sull’idea di dare la possibilità a giovani che noi pensiamo possano diventare dei leaders nei propri paesi, di soggiornare negli Stati Uniti per meglio comprendere il nostro sistema di governo, le nostre tradizioni, la nostra gente e la nostra cultura". Attivo sin dal 1948, al programma hanno preso parte, tra gli altri, più di 150 capi di stato e di governo. Fra questi tre presidenti della Repubblica Italiana: Francesco Cossiga (nel 1966, eletto nel 1985), Giuseppe Saragat (1963, eletto nel 1964) e Oscar Luigi Scalfaro (1960, eletto nel 1992). Ma anche Romano Prodi (1979, eletto nel 1996), Giovanni Goria (1981, eletto nel 1987) , Giovanni Spadolini (1952, eletto nel 1981), Arnaldo Forlani (1960, eletto nel 1980). Dall’estero, si annoverano Tony Blair, Hamid Karzai, Gerhard Schroeder, Margaret Thatcher, Valery Giscard D’Estaing, Indira Gandhi, Boutros Boutros-Ghali, Willy Brandt e Anwar Sadat. Insomma, è ufficiale: rinunciare alla partecipazione non poteva che portare sfiga.

N
el corso del programma, specificava l'invito, sarebbero stati organizzati "appuntamenti di alto livello presso le principali agenzie federali e governative a Washington e in altre città americane" con lo scopo di "conoscere la struttura del governo americano, il suo sistema politico, economico e sociale", "approfondire la conoscenza fra i nostri i due paesi" nonchè "i temi dell' imprenditorialità, integrazione e multiculturalismo". Una proposta che non si può rifiutare. Anche perché, un po' di tempo fa un lettore di questo blog si augurava che finissi "in una cella della CIA" perchè difendo i diritti degli immigrati sostenendo che in Italia esiste, e si aggrava, il fenomeno del razzismo. Converrete con me che l'unico modo per accontentarlo ero proprio quello di accettare l'invito del governo USA, e vedere se al mio arrivo a Washington sarei stato caricato su un aereo per Guantanamo. Mi spiace deluderlo: non è andata affatto cosi (Leggi la seconda puntata).